Terziario avanzato: in un anno creati 207mila nuovi posti

23/03/2005
    mercoledì 23 marzo 2005

      sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 15

      Terziario avanzato: in un anno creati 207mila
      nuovi posti

        ROMA • Il terziario avanzato continua ad accelerare con ritmi di crescita dell’occupazione ben al di sopra della media nazionale, grazie a una decisa impennata nell’ultimo trimestre del 2004. Lo rileva una nota della Federazione italiana terziario avanzato, aderente a Confindustria.
        Se nella prima metà dell’anno, infatti, anche questo settore aveva manifestato segnali di sofferenza registrando un trend di sviluppo al di sotto dei 2 punti percentuali ( comunque sempre al di sopra dei tassi nazionali), nell’ultimo trimestre dell’anno l’aumento è salito al 5,8% rispetto a una media dello 0,6%. Nel 2004 l’aumento occupazionale del settore è stato del 9,2%, equivalente a 207mila nuovi addetti, che rappresentano il 36,6% della crescita totale nazionale. Il balzo del terziario avanzato — registrato negli ultimi tre mesi del 2004 — è tanto più significativo se si considerano i tassi di crescita negativi fatti registrare nello stesso periodo da agricoltura, costruzioni, commercio, alberghi e trasporti, mentre l’industria ha fatto registrare un timido avanzo (+ 1,7%).

        Aumentano i lavoratori indipendenti (+ 9,1% nell’ultimo trimestre 2004 a fronte dello 0,3% in più dei dipendenti cresciuti del 9,3% in tutto il 2004. A livello territoriale è stato il Mezzogiorno a premere di più sull’acceleratore con un incremento annuale del 15%, mentre nelle regioni del Centro l’aumento è stato del 12,7%, nel Nord Ovest del 7,7% e nel Nord Est del 2,2 per cento.

          «La crescita a ritmi sostenuti del terziaro avanzato è un buon segno per il Paese — sostiene il presidente di Fita, Ennio Lucarelli — anche perché è un indizio di ripresa economica». Secondo Lucarelli ciò potrebbe essere interpretato anche come il segnale che stia dando i suoi frutti l’attenzione posta in questi ultimi tempi all’innovazione. «Ma questo processo va sostenuto— conclude Lucarelli— e perciò occorre che il Governo potenzi la propria azione a sostegno dell’innovazione, accelerando l’iter del recente provvedimento sullo sviluppo».