Terrorismo, Pezzotta lancia il suo Sos

23/07/2002



23 Luglio 2002




 
Terrorismo, Pezzotta lancia il suo Sos
Secondo il leader della Cisl la situazione viene «sottovalutata». Ma Berlusconi: «Sono ottimista»

TI. BAR.

Una scritta sui muri della sezione provinciale Cisl di Sassari – «Patto per l’Italia! Infami, la pagherete!» e una falce e martello sovrastata da una stella a cinque punte- probabilmente comparsa la notte tra sabato e domenica si unisce agli altri volantini Br – Nta, giunti negli ultimi giorni, e fa crescere la preoccupazione soprattutto tra i dirigenti sindacali Cisl e Uil. Tanto che secondo il segretario generale Cisl Savino Pezzotta «si sta sottovalutando la situazione» e per questo il leader della confederazione di Via Po ritiene «utile e necessaria l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla questione». Gli fa eco Gianfranco Sech, segretario della Cisl veneta, dove l’altro giorno sono stati ritrovati diversi volantini Br: «La preoccupazione principale è che sorgano nuove sigle legate al terrorismo politico senza che ci sia alcun progresso nelle indagini. Ci troviamo di fronte ad una situazione di inadeguatezza da parte di chi deve indagare, un’insufficienza che non si vedeva neppure ai tempi peggiori del terrorismo. Chiediamo un salto di qualità». Stessa conclusione per lo stesso Pezzotta: «Nel mirino – dice – ci sono Cisl e Uil. Ma io sono preoccupato per tutti. Chi ha orecchie per intendere intenda». Riferimento neanche troppo velato al premier, che da Bruxelles rallenta la tensione dicendosi «ottimista». A margine del Consiglio Affari generali dei ministri degli Esteri Ue, Berlusconi tiene a sottolineare che «Bisogna sempre stare in allerta. Ma non c’è nessun pericolo immediato».

Aggiusta il tiro anche Gianni Alemanno, minacciato sabato scorso da un documento a firma Br-Pcc. Secondo il ministro delle Politiche agricole «i volantini circolati in questi giorni sicuramente non appartengono alle Brigate Rosse». E, quindi, «più che rappresentare un pericolo reale hanno il valore di un sintomo rispetto a una tendenza potenziale di diffusione del fenomeno». Nessun allarmismo va alimentato secondo il ministro della Funzione pubblica Franco Frattini, perché «fare i nomi dei minacciati senza una verifica significa fare il gioco dei terroristi», per cui «meno si parla, meglio si fa. Siamo ancora – aggiunge – sulle tracce degli assassini di d’Antona e Biagi. La parola è guai alle fughe di notizie». Non c’è spazio per nessun tipo di commistione con il sindacato secondo l’ex ministro del Lavoro Tiziano Treu: «Bisogna tenere distinto il sindacato dal terrorismo – ha detto intervenendo a Venezia ad un incontro della Margherita regionale sull’immobilismo della politica locale – altrimenti si strumentalizza e si fanno commistioni arbitrarie fra confronto sindacale e ipotesi di tipo terroristico». secondo Treu ci troviamo di fronte a «fenomeni criminali isolati, che però possono essere preoccupanti. Un matto ci può essere dappertutto, ma oggi è diverso da 25 anni fa, quando si poteva dire che c’era un ambiente sociale che in qualche modo favoriva il terrorismo, perché oggi il fenomeno è isolato e lo prova il fatto che non c’è alcuna commistione fra le due cose».

In controtendenza il sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi, che invece invoca «unità di forze politiche e sociali per contrastare il fenomeno del terrorismo, come avvenne negli anni Ottanta». Perché, dice, «occorre che la risposta dello Stato sia più forte e più efficace di quella degli ultimi tempi, che di fatto non c’è stata». Mentre Pierluigi Castagnetti chiede l’istituzione urgente della Commissione d’inchiesta sul terrorismo proposta dall’Ulivo: «Le Camere – esorta – esaminino immediatamente la proposta di legge dell’opposizione, anche alla luce dei fatti recenti».