Terni. Sciopero all’Azienda speciale farmacie municipalizzate

18/11/2004

    giovedì 18 novembre 2004

    Sciopero all’Azienda speciale farmacie municipalizzate.

      TERNI — Illustrata ieri da Paolo Del Caro della Filcams-Cgil e da Francesco Di Antonio della Fisascat-Cisl la giornata di sciopero che domani vedrà protagonisti i cinquantaquattro dipendenti dell’Azienda speciale farmacie municipalizzate.

      I lavoratori chiedono certezze e maggiore sicurezza del futuro a fronte di una situazione di bilancio deficitaria e ai contrasti interni culminati nella presentazione di due piani industriali di rilancio diretta emanazione l’uno del presidente e l’altro del direttore.

      Domani i lavoratori si raduneranno sia nei pressi dell’Azienda che a Palazzo Spada per far sentire la propria voce e chiedere conferme sul futuro.

      «Con lo sciopero — afferma Del Caro — chiediamo alla proprietà e quindi al sindaco di fare chiarezza per il futuro dell’azienda. Sia chiaro che i lavoratori non chiedono incrementi degli stipendi, nè si propone la privatizzazione dell’Afm. Ma solamente di far vivere l’azienda e non di vivacchiare come si sta facendo ora».

      Il consigliere comunale di Forza Italia Raffaele Nevi ieri ha presentato in Consiglio comunale un atto di indirizzo per chiedere al sindaco «di procedere entro dieci giorni alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione dell’azienda» e ha ribadito che «la situazione dell’azienda versa in condizioni gravissime». Lo stesso consigliere aveva chiesto al Consiglio di variare l’ordine del giorno e di affrontare prima la discussisone sull’Afm e poi di parlare dell’Asm. Rifondazione Comunista in merito alle prospettive di privatizzazione della stessa Afm ribadisce «la ferma contrarietà di dismissione del patrimonio pubblico.
      Le attenzioni devono essere rivolte a ripristinare il bilancio, ad individuare le cause delle perdite, assumere le iniziative più oppportune per riportare in utile la gestione. Si deve conservare un patrimonio collettivo irrinunciabile».