Terni: i dipendenti della Standa sulle barricate

26/06/2002



UMBRIA


26 giugno 2002
I dipendenti della Standa sulle barricate
Già proclamato lo stato di agitazione
 
TERNI — Lavoratori della Standa di Terni in subbuglio. Proclamato dai sindacati lo stato di agitazione, il blocco degli straordinari, lo stop delle deroghe domenicali e un’intera giornata di sciopero, previsto per il due luglio prossimo. Il braccio di ferro con l’azienda, insomma, sembra appena iniziato. A reggere le redini della protesta sono le segreterie provinciali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Tucs-Uil e le rappresentanze sindacali unitarie della locale filiale della Standa. «Stato di abbandono e poca attenzione dell’azienda nei confronti della filiale ternana», questo denunciano i sindacati ponendolo al centro dello stato di agitazione. «Le nostre richieste – sostengono le forze sindacali — hanno riguardato gli investimenti e una eventuale ristrutturazione della filiale di Terni, anche alla luce delle aperture di ulteriori superfici commerciali in diretta concorrenza previste per i prossimi due anni. A tutt’oggi la Direzione Generale non ci ha ancora comunicato né l’intenzione di effettuare investimenti, né l’apertura di progetti volti alla ristrutturazione della filiale».
Quindi alla Standa braccia conserte martedi due luglio e blocco di straordinari e deroghe domenicali fino a nuovo ordine. Con ciò si apre un fronte di «trattativa» in quel settore del commercio su cui da tempo i sindacati chiedono siano accesi i riflettori.
A più riprese da noi interpellati i rappresentanti dei lavoratori del settore hanno sottolinenato come il comparto comprensoriale del commercio necessiti di una analisi e trecentosessanta gradi che ne rifissi le regole. Non tanto per la grande distribuzione, che come si evince mostra anch’essa punti se non critici almeno di contrasto, quanto per la piccola. Sterile è stata più volte definita la polemica, anche aspra, sugli orari dei negozi e sui sabato estivi di chiusura obbligata o facoltativa. Specialmente quando fonti sindacali parlano di lavoratori in nero intorno al cinquanta per cento con punte anche superiori nei periodi festivi quali natale, pasqua e ferragosto. Una «giungla», è stata ribatezzatta quella del settore, sulla quale istituzioni e associazioni di categoria dovrebbero aprire un tavolo di confronto.


Ste.Cin.