Terni. Farmacisti infuriati

06/04/2005

    mercoledì 6 marzo 2005

    LA VERTENZA
    I sindacati accusano di immobilismo i nuovi vertici. Blocco degli straordinari e sciopero
    Farmacisti infuriati

      TERNI — Ad una quarantina di giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio d’amministrazione e dalla nomina del neo-presidente Danilo Monelli, lavoratori e sindacati dell’Azienda Farmaceutica tornano sulle barricate contestando «l’immobilismo» dei vertici aziendali, chiamati invece ad una indispensabile azione di rilancio di un’azienda da mesi ormai nel pantano. Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl d’intesa con i dipendenti proclamano quindi, ancora una volta, lo stato di agitazione dei lavoratori della Farmaceutica, condito dal blocco degli straordinari e da uno sciopero della durata di due ore per ogni attività fissato il 18 aprile (nella foto l’ultima protesta). «Questa situazione non è assolutamente più accettabile e sostenibile dai lavoratori — tuonano i sindacati —. Non s’intravede all’orizzonte quali siano le intenzioni dell’azienda, a tutti i livelli, per risolvere le problematiche aziendali.

        Ormai è improcrastinabile la presentazione del piano industriale, nonché del piano triennale, cioè di tutti gli elementi utili per il rilancio.
        Tutto ciò sta determinando il mantenimento di uno stato di inesistenti relazioni sindacali, stato che non garantisce in pieno il godimento dei diritti individuali dei lavoratori, nonché una assoluta mancanza di programmazione aziendale sulle tematiche che da un lato coinvolgono i lavoratori e dall’altro la situazione commerciale dell’azienda stessa».

        Quindi l’appello, la richiesta «a tutti coloro che ne hanno la responsabilità, a partire dal sindaco, degli atti necessari a superare tale situazione». «Non capiamo perché non si muova nulla e non vorremmo che dietro a questo stallo si siano sgradite sorprese — afferma Francesco Di Antonio della Fisascat-Cisl —. Si parla di un cambio del direttore ma il Cda dovrebbe operare a prescindere da questa eventualità, che ci appare comunque prematura. Tanto più che i nomi che circolano come possibili nuovi direttori non ci piacciono affatto. Non solo i nuovi vertici non si sono presentati al sindacato, ma manca ancora quel piano industriale necessario al rilancio dell’azienda».

        «Il piano triennale andava presentato entro il 15 ottobre scorso — aggiunge Paolo Del Caro della Filcams-Cgil — non c’è un piano per il 2005, anche il piano estivo delle ferie dei dipendenti naviga a vista, con farmacisti in sostituzione che negli anni scorsi sono arrivati dalla Sicilia. Ora entro il 15 aprile il Consiglio di amministrazione deve approvare il bilancio consuntivo 2004, staremo a vedere». E non a caso solo pochi giorni dopo è fissato lo sciopero, una «prima iniziativa di lotta» la definisce il sindacato, che resta in attesa di cambi di rotta prima di inasprire la mobilitazione. Alla Farmaceutica, intanto, la tensione resta altissima.

          Ste.Cin.