Termini, oggi nuovo tavolo Fiom: no a supermercati Verso sciopero di gruppo

05/03/2010

Alla vigilia del nuovo tavolo, questa volta chiamato tecnico, sulla fabbrica Fiat di Termini Imerese, convocato al ministero dello Sviluppo Economico, i sindacati metalmeccanici sono sul piede di guerra. Il ministro Claudio Scajola ha già detto che sarà ancora un incontro interlocutorio e, per questo, Fim, Fiom e Uilm si preparano a mettere in campo un nuovo sciopero che questa volta potrebbe riguardare i lavoratori di tutti gli stabilimenti europei del gruppo.
Le segreterie unitarie dei sindacati si riuniranno questa mattina per decidere le iniziative in difesa delle fabbriche del Lingotto. La mobilitazione sarà comunque messa in campo prima del 21 aprile, giorno in cui l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, presenterà il piano di sviluppo del gruppo. RIVOLTA
«Un ministro che vuole fare una gara internazionale per Termini – spiega il responsabile Fiom per il settore auto, Enzo Masini – vuol dire che non ha in mano niente di concreto». «Siamo interessati solo a una operazione industriale sull’auto nello stabilimento di Termini Imerese, non ci interessano i supermercati», avverte il leader della Fiom, Gianni Rinaldini. «Continuare a discutere di Termini Imerese scollegata dal piano – osserva il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella – è sbagliato.
L’incontro lo vuole fare la Fiat perchè vuole chiudere lo stabilimento, ma per noi il problema va affrontato con il piano complessivo. Non mi aspetto per oggi un incontro conclusivo, i tempi non sono maturi». «Mi pare di capire che non ci sia il cavaliere bianco. Se domani non viene fuori nulla tutto si complica. Se su 19 proposte presentate ce ne fossero otto serie sarebbe giàunpasso avanti, ma temo che non sarà così », aggiunge il segretario nazionale della Fim Bruno Vitali. L’ipotesi dello spin off dell’auto, per la quale Marchionne ha rinviato ogni discorso definitivo al 21 aprile, «interessa i sindacati solo nella misura in cui porta o sottrae qualcosa in termini di prodotti e posti di lavoro », dice l’ex segretario uscente della Fiom torinese, Giorgio Airaudo.
«Lo spin off – ha continuato – fa parte di un disegno al termine del quale vedremo un nuovo proprietario al posto degli Agnelli. A noi però – ha aggiunto il sindacalista – non interessa chi sia il proprietario. Interessa che qualcuno faccia funzionare la Fiat. E se la famiglia Agnelli dovesse essere sostituita dall’indiano Tata, la questione non mi emoziona ». Secondo Rinaldini, per decidere se separare le attività auto, la Fiat «aspetta l’esito dell’operazione Chrysler e forse una nuova operazione che potrebbe avvenire con Tata ».