Termini, arriva la «Sunny car» dell’imprenditore siciliano Cimino

19/02/2010

Delle «14 offerte» arrivate al ministro Scajola per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese è la prima presentata ufficialmente. Ma anche l’unica di cui siano trapelate indiscrezioni nelle settimane scorse. È il progetto «Sunny car in a sunny region », che l’imprenditore agrigentino Simone Cimino ha presentato ieri nelle sale del municipio di Termini Imerese.
Come anticipato, si tratta della produzione di auto elettriche che verrebbero alimentate da una rete di duemila stazioni di ricarica sparse in tutta la Sicilia. Fonte primaria di energia i raggi solari catturati dai pannelli. Le macchine avranno un’autonomia di duecento chilometri e una velocità massima di 130. Costeranno dai cinque ai trentamila euro a seconda del modello. Per produrle, il fondo Cape ha firmato un’intesa con l’indiana Rave car company.
Cimino, siciliano trapiantato a Milano, gestore del fondo di investimenti partecipato al 49% dalla regione Sicilia Cape Natixis, cugino del vicepresidente regionale Michele Cimino, ha intenzione di portare a termine il progetto a prescindere dall’esito della partita sullo stabilimento Fiat. «A noi sta a cuore dareun contributo per risolvere la crisi occupazionale che sarebbe provocata dalla chiusura della fabbrica Fiat.Masaremmo ben felici di lavorare accanto
all’azienda torinese», ha detto ieri. Il piano prevede un investimento di 935 milioni di euro, così stanziati: 400milioni per le auto,135 per i sistemi di alimentazione e 400 per la costruzione nell’isola delle duemila centraline per il rifornimento. Nelle previsioni del manager, «sunny car in a sunny region» darà lavoro a 3.500 persone – sono 1.600 quelli che lavorano all’assemblaggio della Lancia Ypsilon in Sicilia – tra ricerca e produzione, tra Termini e Catania. Salvo intoppi burocratici, tutto dovrebbe partire nel giro di pochi mesi. Si comincia ad aprile con un investimento di 20 milioni sulla ricerca.
NO GRAZIE
I sindacati, che hanno partecipato all’incontro, hanno risposto con un «non ci interessa». «Non pensiamo che possa essere alternativo a quello che oggi fa Fiat a Termini Imerese», ha commentato Roberto Mastrosimone ella Fiom-Cgil. Più morbido il sindaco della cittadina, Salvatore Burrafato: «La nostra disponibilità ad ascoltare il progetto non vuol dire dargli disco verde. Ribadiamo che speriamo che Fiat non vada via». Intanto nello stabilimento sono arrivati gli uomini di Invitalia incaricati dal governo di valutare le offerte per il sito.
Ieri a Otto e mezzo su La7 il ministro Scajola ha ha detto che «abbiamo tempo per scegliere bene. Spero che arrivino 100 offerte». Poi ha precisato: «Il governo non ha offerto soldi alla Fiat. I 100milioni messi a disposizione e i 350della Regione Sicilia servono per infrastrutturare l’area». Prossimo appuntamento il cinque marzo al tavolo di palazzo Chigi.