Terme: Salsomaggiore cerca il rilancio

09/11/2007
    venerdì 9 novembre 2007

      Pagina 16 – Turismo

        Unica spa e cessioni per uscire dalla crisi

          Salsomaggiore cerca il rilancio

            di Stefano Catellani

              Le Thermae di Salsomaggiore hanno un marchio e una fama indiscusse, ma questo non basta più a far quadrare i conti. Il bilancio della società Terme di Salsomaggiore spa (60% comune di Salsomaggiore, 20% provincia di Parma e 20% regione Emilia Romagna) evidenzia dati sempre più negativi. Lo stesso avviene per la società Terme di Tabiano (99,008% comune di Salsomaggiore e 0,002% Terme di Salsomaggiore): calano fatturato (complessivamente meno di 30 milioni la proiezione 2007), la redditività è ormai in territorio negativo, scendono presenze e prestazioni erogate. Aumentano solo i costi.

              Ieri il presidente delle Terme di Salsomaggiore, Alfredo Alessandrini, e quello delle Terme di Tabiano, Giorgio Frigeri, hanno annunciato un piano triennale che prevede dismissioni e investimenti. «Quando la gestione sarà tornata su livelli di sostenibilità e la crescita sarà evidente, ripenseremo al ruolo di eventuali partner privati», hanno dichiarato. «In tempi certi e, speriamo con la sinergia di banche, albergatori, commercianti e istituzioni parmensi, lavoriamo per dare corpo al piano industriale che è stato approvato all’unanimità dopo un lungo periodo di divisioni e di problemi».

                Il primo passo sarà un’unica spa per entrambe le terme. A guidare il rilancio sarà l’attuale a.d. delle Terme di Salsomaggiore, Roberto Rubbiani. La nuova società, come primo passo, affiderà all’esterno il servizio di lavanderia e avrà la disponibilità di un immobile e di un’area che, insieme ad altri terreni, sarà venduta. Seconda mossa: sarà venduta la partecipazione al 20% nell’utility Salsoservizi. «Ci concentriamo su investimenti da 8-9 milioni di euro in tre anni», spiega Alessandrini, «per ridare competitività al nostro patrimonio alberghiero (il Porro e il Valentini) e per dare valore aggiunto alla nostra prima risorsa, l’acqua termale. Investiremo in piscine negli alberghi e alle Terme Berzieri. A Tabiano daremo una connotazione più legata all’area della salute, mentre Salso avrà il ruolo di calamita per i flussi turistici e congressuali che possono vedere nel benessere un plus importante».

                  Qualche numero chiarisce la gravità della crisi: nel 2006 a Salsomaggiore gli arrivi hanno segnato un calo del 2,5% a quota 42.053. Nel primo semestre 2007, mentre il sistema termale emiliano-romagnolo cresceva, Salsomaggiore ha registrato -9,2% a Salso e -6,3% a Tabiano.