Terme: la protesta si sposta ad Ascoli

27/01/2006


    giovedì 26 gennaio 2006

    I sindacalisti: “Siamo qui per rendere chiara a tutti la situazione di grande disagio che stiamo vivendo da molti mesi”
    Rabbia per una situazione ad alto rischio occupazionale. Le maestranze chiedono una transazione

      Terme, la protesta si sposta ad Ascoli

        Oltre 200 lavoratori dell’impianto di Montecatini hanno sfilato in città

          ASCOLI -Tutti insieme, lavoratori, sindacati, istituzioni locali, associazioni di categoria ed operatori economici, per difendere un pezzo della propria economia. Circa duecento i manifestanti che a bordo di 4 pullman ieri mattina sono arrivati ad Ascoli da Montecatini Terme e da tutta la provincia di Pistoia per manifestare la loro rabbia e riversare le loro proteste nella città ove risiedono i due imprenditori, Scaramucci e Santarelli, fonte dei loro problemi. O meglio, del loro problema: il rischio di fallimento delle Terme di Montecatini, al centro di una diatriba che dalle sedi proprie sindacali si è trasferita obtorto collo anche nelle aule dei tribunali a fronte delle vicende giudiziarie che hanno colpito l’imprenditore Scaramucci e la sua Vitawell.

          “Siamo venuti ad Ascoli – hanno dichiarato i responsabili sindacali della Filcams/Cgil, Fisascat/Cisl e Uiltucs/Uil di Pistoia, sfilando in corteo per le vie del centro cittadino, con la protesta che si è poi spostata in via Napoli e via Cola D’Amatrice, nei pressi della sede dell’impresa Santarelli – per rendere chiara a tutti la situazione di grande disagio che stiamo vivendo da molti mesi. Le Terme di Montecatini sono un patrimonio insostituibile per la nostra economia, ma le vicende che si sono susseguite nei mesi scorsi hanno messo in ginocchio l’azienda più importante d’Europa, insieme all’intero territorio, alle sue attività economiche, commerciali e produttive”.

          “Cattiva gestione – hanno accusato i sindacalisti toscani -, impegni assunti e mai rispettati, conflittualità con i lavoratori, sono tutti elementi che hanno contraddistinto le Terme di Montecatini SpA, posseduta dalla Vitawell di Scaramucci e dalla Silf di Santarelli”.

          E se “le vicende giudiziarie legate al primo dei due imprenditori sono note – hanno rimarcato i rappresentanti dei lavoratori -, meno evidente è invece l’atteggiamento di ostilità che la famiglia Santarelli ha avuto a seguito del sequestro da parte del Tribunale di Ascoli delle quote prima detenute da Scaramucci”. “L’azienda termale è stata dissanguata – la denuncia arrivata da Montecatini -, il danno di immagine è enorme, mancano i soldi per pagare le retribuzioni dei lavoratori, mentre i fornitori non consegnano più i materiali per lavorare causa la forte esposizione che hanno accumulato e che sta pesando a sua volta sulle loro piccole e medie imprese”. Da tempo,senza esito si sta tentando la via della transazione (obiettivo della protesta), affinché le Terme tornino in mano a comune di Montecatini e regione Toscana Da qui la discesa ad Ascoli di ieri mattina, affinché la protesta potesse portare a smuovere in positivo la vertenza, con il Tribunale di Ascoli che ha tutt’ora in mano la custodia giudiziaria delle azioni di maggioranza della società che gestisce le attività termali.