Terme: Italia in cerca di rilancio

14/09/2007
    venerdì 14 settembre 2007

    Pagina 15 – Turismo

      Il presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci: serve un nuovo sviluppo del settore salute.

      Terme Italia in cerca di rilancio

        La crescita è rallentata, nonostante il traino del wellness

          di Giorgio Bertoni

          Il termalismo italiano si trova un po’ in mezzo al guado, anche se ha ben chiaro come uscire dalla fase di stasi. Il guado è dovuto a tanti fattori: il termalismo tradizionale continua a subire un’annosa crisi; per fortuna, negli ultimi anni, la forte crescita del settore benessere e la ristrutturazione di tante sedi termali hanno svecchiato l’offerta, hanno portato nuovi clienti, di fascia più giovane e hanno recato beneficio a un comparto in difficoltà. Il cambio di pelle delle terme italiane, però, non basta. Così come tutti gli altri comparti del turismo, anche quello termale ora punta a fare squadra. Già il riconoscersi in un’unica federazione di riferimento (Federterme-Confindustria rappresenta il 99% delle aziende del settore) è un passo significativo; ma l’azione sul territorio va coordinata con le altre realtà che vi operano. Non è un caso che, anche grazie al lavoro della federazione, già in sei regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio e Campania) siano sorti consorzi termali per ottimizzare l’offerta e proporsi uniti al mercato.

          Il comparto, d’altronde, è forte di 380 stabilimenti distribuiti in 170 comuni, con quattro regioni in evidenza: Campania (114 strutture), Veneto (110), Emilia Romagna (24) e Toscana (22). Nel 2006 ha dato lavoro a oltre 16 mila dipendenti. Nel 2005 il fatturato, depurato dai ricavi alberghieri, è stato di 708,4 milioni di euro (pari in media a quasi 1,9 milioni di euro per stabilimento), +2,5%, ma inferiore al +7,1% registrato nel 2004, mentre l’anno scorso la crescita percentuale è stata del 3,6%. Quest’anno essa è stimata all’1,8%

            Molto resta ancora da fare, soprattutto su alcuni fronti: quello sanitario, prima di tutto. Non a caso, se ne parlerà domani a Santa Cesarea Terme (Lecce) in un convegno di Federterme, che vedrà la presenza, oltre che del presidente, Costanzo Jannotti Pecci, anche del presidente di Federturismo, Daniel John Winteler.

              «Il termalismo sanitario», conferma Jannotti Pecci a ItaliaOggi, «vive un lungo momento di difficoltà, legato anche alla generale carenza di fondi per la sanità. Spero che, in tempi relativamente brevi, si chiuda la querelle sulle cure termali, per dare certezze agli operatori. Non dimentichiamo», aggiunge Jannotti Pecci, «che il nostro settore ha avviato da quattro anni un’intensa attività di ricerca e ha investito molto in questo ambito».

                Le terme italiane cercano poi di ampliare la loro offerta all’estero. «Abbiamo avviato», ricorda Jannotti Pecci, «una collaborazione con Enit Agenzia, che sta elaborando piani di promozione specifici per il termalismo sui principali mercati esteri». È anche vero che resta fondamentale il lavoro sinergico che possono fare le regioni, per inserire l’offerta termale in un più generale pacchetto vacanza, con arte, cultura, territorio, percorsi enogastronomici. Per ora a muoversi concretamente sul terreno del marketing è l’Emilia Romagna, che proprio in queste settimane ha avviato una campagna pubblicitaria dedicata al benessere e alla cura dei bambini.

                  Anche da iniziative come questa il settore si aspetta ritorni concreti per potenziare strutture e giro d’affari. (riproduzione riservata)