Terme e benessere a caccia di talenti

29/01/2010

Una nicchia che non conosce crisi è quella del wellness. Secondo una ricerca Eurisko, la cura del corpo viene al secondo posto nella spesa annuale delle famiglie italiane dopo il cibo e a pari merito con il divertimento. E infatti prosperano centri benessere, beauty farm, spa, stabilimenti termali. Trentamila imprese, cinquantaseimila professionisti del benessere.
Tra questi 4.200 alberghi e agriturismo che riescono a destagionalizzare l’offerta proprio grazie ai pacchetti wellness. «Noi puntiamo sulle spa e selezioniamo personale specializzato», spiega Cristina Borile, direttore risorse umane dei GB Hotel di Abano Terme. «Ai nostri dipendenti oggi chiediamo flessibilità. Ma per il resto puntiamo alla professionalità. Non è risparmiando sul costo del lavoro che si ottengono grandi risultati». A marzo con la riapertura dei cinque alberghi del gruppo verranno inseriti una cinquantina di addetti. Conferma Federterme: il trend del benessere cresce anche rispetto alle cure mediche. E di conseguenza cresce l’occupazione. «Il sistema termale guarda con fiducia al futuro», dichiara Costanzo Jannotti Pecci, presidente, «e offre diverse opportunità all’occupazione qualificata». Gli addetti oscillano intorno ai 65 mila. E le professioni specifiche delle terme sono ovviamente quelle sanitarie e parasanitarie. Ma ogni stabilimento è un’impresa e al suo interno ci sono manager ed addetti alla gestione, all’impiantistica, al risparmio energetico, all’amministrazione, al marketing, alla promozione, alla sicurezza. Competenze e professionalità diverse che raggiungono punte di eccellenza quando si selezionano laureati destinati alla ricerca scientifica.