Termalismo a due velocità

07/10/2005
    venerdì 7 ottobre 2005

    Pagina 17 Turismo

      Da oggi a Thermalia operatori a confronto per discutere il futuro del settore.

      Termalismo a due velocità

      Bene le cure estetiche, in calo quelle tradizionali

        di Eduardo Cagnazzi

          Il termalismo italiano è a caccia del rilancio e si specializza con un’offerta di prodotti legati anche al desiderio di migliorare lo stato di salute e fisico-estetico dei clienti. Ma c’è ancora molto da fare per rendere competitivo un segmento di turismo non più di nicchia, con 390 stabilimenti e 213 alberghi collegati a tali strutture, con un fatturato, comprensivo dell’indotto, di 2,1 miliardi di euro (317 mln il giro d’affari diretto) e un numero di turisti stimato intorno a 2,7 milioni di persone l’anno. È questo lo stato di salute del termalismo italiano, in vetrina a Ischia da oggi a domenica a Thermalia, l’unica rassegna specializzata del settore, promossa e finanziata dalla regione Campania e organizzata dalla società Progecta con gara pubblica, in collaborazione con l’Enit e l’Ept di Napoli.

          Il sistema termale presenta una grande contraddizione: mentre i cosiddetti trattamenti benessere, che non hanno alcun vincolo di carattere sanitario, registrano un forte incremento, con il moltiplicarsi dei centri, le cure termali tradizionali incontrano non poche difficoltà e dal 1990 a oggi, secondo un rapporto Federterme-Confindustria, hanno subito una contrazione del 38%; e se il comparto del benessere termale segnala un trend positivo (+8,9%), l’aumento complessivo terme+benessere è dell’1,3%, con grandi difficoltà per le cure ritenute soft, come quelle idroponiche e inalatorie. Punti di debolezza, secondo l’amministratore di Progecta, Angelo De Negri, sono la mancanza di linee strategiche da parte degli organismi che governano il sistema sanitario, la mancata conclusione del processo di privatizzazione delle strutture, che non consente investimenti e politiche di pianificazione, la carenza di tour operator specializzati.

            Oggi, secondo l’assessore al turismo della regione Campania, Marco Di Lello, la composizione dell’offerta non è competitiva e adeguata alle potenzialità del settore. ´Una svolta è possibile soltanto con l’innovazione delle terapie e i progetti di filiera. La regione ne ha approvato uno che prevede investimenti per circa 100 milioni di euro, altre regioni stanno investendo sulla riconversione delle strutture, puntando sui trattamenti innovativi’.

              A questa edizione di Thermalia (300 operatori, 14 regioni e delegazioni provenienti da 20 paesi) parteciperanno anche i rappresentanti di Cral e turismo sociale.