Tempi stretti per gli Albi a due livelli

26/05/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Ordini & università
    Prevista un’attuazione rapida delle disposizioni di riordino per l’adeguamento alle nuove lauree

    Tempi stretti per gli Albi a due livelli
    Anche gli attuali diplomati potranno essere inseriti negli studi come «iunior»
    Maria Carla De Cesari
    MILANO La "geografia" delle professioni è destinata a cambiare rapidamente: questione di mesi, il tempo di bandire le sessioni degli esami di Stato, e gli utenti potranno trovare, fuori dagli studi, le targhe degli ingegneri «iunior» o degli architetti «iunior». Futuri professionisti che hanno alle spalle una formazione di tipo universitario di tre anni (i cosiddetti diplomi universitari) e che apriranno la strada ai nuovi laureati (triennali). Questi ultimi saranno iscritti dopo l’abilitazione nella sezione B degli Albi, mentre i laureati specialisti (insieme ai professionisti attuali) saranno inseriti nell’elenco A. Questa suddivisione vale per gli Ordini, mentre i Collegi continueranno ad avere un unico elenco, anche se potranno attingere le nuove leve tra i laureati.
    Dunque, per attivare le due sezioni degli Albi in seguito ai nuovi titoli universitari non bisognerà aspettare che si concludano i primi cicli dei corsi istituiti in base all’autonomia universitaria: tre anni per la laurea e cinque per la laurea specialistica. Infatti, il regolamento approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri di giovedì garantisce anche uno sbocco professionale ai diplomati universitari (espressamente individuati). Il regolamento — che sarà emanato con un Dpr — interessa 13 professioni: dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale e psicologo.
    Il provvedimento, oltre a ridefinire la mappa dei titoli, rivede la "composizione" dell’esame di Stato, ripartisce le competenze tra le due sezioni degli Albi e detta alcune direttrici per i nuovi organi rappresentativi. Tuttavia è già previsto — all’articolo 4 del futuro Dpr — che attraverso altri regolamenti (sempre proposti dal ministero dell’Università, di concerto con la Giustizia) vengano definite le procedure elettorali e il funzionamento degli organi in sede disciplinare. Si tratta di due tasselli importanti che potrebbero dunque arrivare al traguardo senza attendere il contenitore della riforma delle professioni.
    Intanto, sullo specifico aspetto della "democrazia" interna, il regolamento prevede che gli organi collegiali riflettano il numero degli iscritti in ciascuna sezione, anche se agli appartenenti al livello A è garantita una quota non inferiore al 50 per cento.
    Il regolamento è stato "corretto" in alcuni punti dopo il parere del Consiglio di Stato: in particolare, è stata riordinata la parte iniziale in cui si fondano le due sezioni degli Albi e i relativi ambiti professionali sul «diverso grado di capacità e competenza acquisita mediante il percorso formativo».
    La ripartizione delle attività tra gli iscritti nei due livelli dell’Albo — si specifica — non modifica «l’ambito stabilito dalla normativa vigente in ordine alle attività attribuite o riservate, in via esclusiva o meno, a ciascuna professione». Inoltre, sono fatte esplicitamente salve le competenze comuni a più professioni. Tuttavia, nonostante queste dichiarazioni di principio, il regolamento non mancherà di alimentare la tradizionale guerra sulle attribuzioni tra Ordini "vicini", anche perché il quadro sarà complicato dalla presenza di un maggior numero di figure professionali.
    Nella versione definitiva del testo si specifica che i professionisti iscritti in un settore, nella sezione A o B degli Albi, non possono di norma esercitare «le competenze di natura riservata attribuite» ad altri settori dello stesso Albo: è infatti necessario superare l’esame di Stato per le materie caratterizzanti il "segmento" professionale. In questa previsione ricadono gli iscritti all’Albo degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, il cui Albo viene organizzato in quattro settori per la sezione A e in due settori per la sezione B. Analogo discorso vale per gli ingegneri.
    Le competenze dei professionisti iscritti nella sezione A ricomprendono anche quelle attribuite al corrispondente settore delle sezione B.
    Il regolamento ridefinisce anche l’esame di Stato, di norma composto da quattro prove: due scritti, un colloquio e una prova pratica. Il tirocinio, là dove previsto (l’Albo dei dottori agronomi e forestali, così come quello degli ingegneri, per esempio, continuano a essere esenti), potrà essere svolto in tutto o in parte durante il percorso universitario.
    Il regolamento nulla dice in materia di previdenza, anche se la nuova organizzazione degli Albi dovrà essere recepita negli statuti delle Casse professionali. Su questo fronte restano tutte da esplorare le ricadute in termini di iscritti e di contribuzione: certo, i "conti" potrebbero essere complicati dalla maggiore concorrenza derivante dalla possibilità, con gli stessi requisiti di studio, di iscriversi in più Albi.
    Sabato 26 Maggio 2001
 
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