«Temiamo violenze a maggio»

21/04/2006
    gioved� 20 aprile 2006

    Pagina 5 – Capitale/Lavoro

      �Temiamo violenze a maggio�

        Allarme delle agenzie interinali, che accomunano la sinistra e la Cgil con i �casseurs�

          Il tavolo di Bersani
          Per il diessino il governo lancer�
          la concertazione sulla legge 30.
          Epifani: bisogna riscrivere tutto.
          Industriali: la Biagi non si tocca

            ANTONIO SCIOTTO

              Il tema della precariet� continua a infiammare il dibattito politico. Ieri il via � stato dato da un comunicato del capo delle agenzie interinali, Michele Amoroso presidente di Confinterim, che ha lanciato l’allarme �ordine pubblico� sulle manifestazioni del prossimo primo maggio. Un testo molto ideologico e poco misurato, che accomuna di fatto le posizioni della Cgil, quelle della sinistra e di tutti i sostenitori di un cambiamento radicale delle leggi sul lavoro con gli sfasciavetrine e i casseurs. Le agenzie interinali dicono di guardare �con grande preoccupazione� ai cortei del primo maggio, e in particolare alla �May day parade� organizzata a Milano e in altre citt� dai sindacati di base e dagli autonomi, temendo di diventare un �bersaglio facile, in quanto unica espressione fisica e concreta delle ultime due riforme, la Biagi e il pacchetto Treu�.

                �Subito dopo i risultati elettorali – spiega la Confinterim – c’� stata questa presa di posizione della Cgil contro la legge Biagi e improvvisamente � tornato il connubio interinale uguale precariato. Il clima � peggiorato – continua il comunicato – e il timore � che le manifestazioni dei no global organizzate nel giorno della festa dei lavoratori finiscano per prendere di mira i circa 2500 sportelli aperti in Italia dal ’97 a oggi. Un primo assaggio lo abbiamo avuto venerd� scorso a Napoli, quando un gruppo di militanti dei centri sociali e del sindacalismo di base ha occupato un’agenzia per il lavoro�. Confinterim si dice infine �vicina alle posizioni della Cisl, nel dare tutele ai precari senza sconvolgere la Biagi, e d’accordo con chi vuole aumentare il costo del lavoro precario�, ma �certe argomentazioni non scoraggiano i casseurs italiani, che a ogni manifestazione dell’estrema sinistra prendono di mira le agenzie di collocamento private�.

                  Benzina sul fuoco a parte, dentro l’Unione si � continuato a discutere sul futuro della legge 30, soprattutto dopo le dichiarazioni di Daniele Capezzone, della �Rosa nel pugno�, che per l’ennesima volta negli ultimi giorni � tornato a lodare le prese di posizione di Cisl e Uil, a favore del mantenimento della legge 30, attaccando pesantemente quella che ha individuato come �l’asse della Cgil con i comunisti�, ovvero il sindacato con Prc, Pdci, Verdi e sinistra Ds, tutti per la sostanziale cancellazione della legge e la riscrittura della normativa sul lavoro (ovviamente con una Cgil pi� libera nel fare dichiarazioni, dato che non ha sottoscritto il programma, e i partiti pi� �felpati�, avendo come base il testo dell’Unione).

                    A Capezzone risponde subito Oliviero Diliberto (Pdci): �Ci atteniamo al programma sottoscritto da tutti, senza polemiche, e diciamo no ai guastatori�. Per Cesare Salvi, della sinistra Ds, �il programma dell’Unione � chiaro: la forma ordinaria del contratto di lavoro deve essere il tempo pieno indeterminato; il punto di debolezza � la disciplina del contratto a termine, regolata da una legge precedente fatta da Berlusconi�. Per Paolo Cento (Verdi) �il governo dell’Unione aprir� una nuova pagina che consentir� pi� stabilit� e il reddito di cittadinanza per garantire tutti�. Mentre Rosi Bindi (Margherita) dice che �non bisogna affrontare il tema in modo ideologico: la priorit� resta la lotta alla precariet�.

                      Ma dentro la coalizione del centrosinistra si fa spazio una nuova posizione, che ieri il leader della Cgil Guglielmo Epifani sembra aver accolto: discutere le nuove norme sul lavoro a un tavolo comune, attraverso il metodo della concertazione. A lanciare il futuro meeting sulla �Biagi� � Pierluigi Bersani, dei Ds: �Sulla legge Biagi il programma dell’Unione � chiaro – ha spiegato ieri a un convegno di Italianieuropei a Piombino, dove erano presenti anche Epifani e il vicepresidente di Confindustria Emma Marcegaglia – Abbiamo detto che noi apriamo i tavoli della concertazione su questo e tanti altri temi, che saranno oggetto di confronto, scambio e dialogo tra le forze sociali�. Epifani ha ribadito con chiarezza la propria posizione: �Sulla legge 30 non � possibile fare un taglia e cuci: bisogna mettersi tutti a un tavolo e riscrivere una nuova politica del lavoro – ha spiegato, sottolineando dunque che le semplici modifiche previste dal centrosinistra non basterebbero – Chiedo un’operazione chiara e trasparente�. Il leader della Cgil sarebbe stato il pi� applaudito al convegno organizzato dai �riformisti� del centrosinistra: che la base, sul tema chiave del lavoro, la pensi diversamente rispetto alla maggioranza Ds?

                        Se davvero si vorr� concertare sulle modifiche alla legge 30, comunque, sar� compito arduo per il centrosinistra: dopo Epifani ha infatti parlato Emma Marcegaglia, ribadendo che �la legge Biagi non si tocca: va completata con gli ammortizzatori sociali ma non si tocca�. Secondo la vicepresidente di Confindustria �non � la Biagi ad aver creato il precariato: il vero problema � il 30% del lavoro sommerso�. Sulla legge 30 sono intervenuti anche il sottosegretario Maurizio Sacconi e il ministro uscente Giulio Tremonti: per il primo �la confusione � l’antipasto del governo dell’Unione�, mentre per il responsabile dell’economia, ineditamente in fase dialogante, �si potrebbe anche votare una proposta fatta dalla futura maggioranza, se ci convincer�.