“Telecomunicazioni” Bersani: imprenditori incapaci di sostenere le sfide

14/03/2007
    mercoledì 14 marzo 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    «L’Italia sta perdendo le telecomunicazioni»

      Dopo Fastweb anche Telecom a rischio stranieri. Bersani: imprenditori incapaci di sostenere le sfide

        di Felicia Masocco

        SFIDE Avanti così e l’Italia perderà le sue telecomunicazioni. «Siamo oltre il rischio» è l’allarme di Pierluigi Bersani. Ma il ministro per lo Sviluppo non si limita a esprimere preoccupazione. Dopo la notizia dell’Opa di Swisscom su Fastweb e di fronte alla mossa di Pirelli di cedere con Olimpia il controllo di Telecom, usa parole assai dure verso i nostri imprenditori «incapaci di reggere la sfida delle liberalizzazioni».

        «L’ossatura dei nostri protagonisti industriali e finanziari non è evidentemente in grado di raccogliere una sfida di questa portata», è l’affondo. Non vengono risparmiate le banche: «In attesa dei fondi pensioni – dice Bersani – dobbiamo trovare il modo per dotare i nostri progetti industriali di punti di stabilità strategici». In altre parole, «il capitale finanziario italiano deve prendersi qualche responsabilità in più».

        Sì a capitali italiani, il sistema bancario batta un colpo, sembra dire il ministro dello Sviluppo e con lui il collega alle Telecomunicazioni Paolo Gentiloni. Anche lui parla di «sfida per il mondo delle imprese e della finanza»: «mi auguro che siano all’altezza».

        Il governo, dunque, scende in campo. Avere «un forte radicamento italiano» è per Bersani «possibile e necessario» in settori strategici. «Non parlo di Telecom, ma il fatto del giorno è Fastweb», spiega. Aggiunge che «non bisogna avere remore verso altri operatori finanziari stranieri ma anche noi dobbiamo partecipare a queste olimpiadi dei grandi servizi come le comunicazioni». «Abbiamo ancora qualcosa da dire e credo che in futuro possa e debba esserci un radicamento italiano. Il processo di consolidamento continuerà, nessuno può fare da solo, bisogna avere una mente aperta ma questo non esclude che sotto il profilo del controllo dei grandi soggetti industriali ci debba essere la presenza di capitale italiano».

        Pierluigi Bersani ha parlato prima del Forum italo-russo, appuntamento che precede quello odierno tra Romano Prodi e Vladimir Putin e un plotone di ministri con l’obiettivo di rafforzare gli scambi tra i due paesi. E proprio dalla Russia arriva una manifestazione di interesse per la quota di Olimpia che Telecom è disposta a cedere. Il presidente della holding Sistema, Evtushenkov, conferma che «ci sono contatti» e che approfitterà della sua presenza in Italia per portarli avanti. Al momento nessun incontro con Marco Tronchetti Provera, ha assicurato, chiudendosi dietro un «no comment» rispetto alla possibilità un faccia a faccia a breve.

        Non piace invece ai Verdi né a Prc: «Siamo preoccupati per il futuro di Telecom e chiediamo al governo di intervenire per tutelare i livelli occupazionali dell’azienda e salvaguardare il know how tecnologico», afferma il capogruppo del Sole che Ride alla Camera, Angelo Bonelli. «Il governo deve intervenire dichiarando che Telecom è un asset strategico per la vita del paese», gli fa eco Sergio Bellucci, responsabile della Comunicazione tecnologica di Rifondazione Comunista.

        Di diverso parere Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio. A lui «non piace» «il lavorio politico e l’insieme di dichiarazioni politiche per commentare, ma forse è il caso di dire per ostacolare e reindirizzare, le scelte di soggetti come Telecom e come Fastweb». L’invito alla politica è rimanere fuori dalle scelte di mercato.