“Telecom” «Sistema di controllo in grado di competere con i servizi segreti»

21/09/2006
    gioved� 21 settembre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

      �Un sistema di controllo in grado
      di competere con i servizi segreti�

        Il magistrato: messi in pericolo i principi costituzionali del Paese

          documento
          PAOLO COLONNELLO

            MILANO
            Cade il velo su una delle pi� misteriose inchieste degli ultimi anni e si scopre l’inimmaginabile: un sistema di spionaggio privato in grado �di competere con i servizi segreti� e di effettuare �schedature a tappeto�. �Un sistema di investigazioni illecite e di contestuale conservazione dei dati acquisiti, quale quello che si � sopra delineato, costituisce un possibile ed evidente strumento di pressione, di condizionamento, di minaccia se non addirittura di estorsione nelle mani di un ristretto gruppo di persone�.

              Ma se il “cuore”, ormai stanco e rassegnato di questa piovra, di questa ennesima “Spectre” di spioni, uomini d’affari, uomini delle forze dell’ordine e pezzenti vari, � stato arrestato e ha un nome, quello di Giuliano Tavaroli, l’ex capo della security Telecom, il “cervello” di questo sistema d’intelligence privata, il “terminale” di un numero infinito di dossier, presunte intercettazioni, tabulati telefonici e quant’altro, deve essere ancora individuato. � questo il tassello che ancora manca all’indagine che ieri ha portato in carcere 21 persone e ha messo in luce, come scrive il gip Paola Belsito, la gravit� di un fenomeno in grado di mettere in pericolo �i principi costituzionali e fondanti del Paese�.

                Non � un caso che tra i 25 indagati individuati finora dall’inchiesta dei pm Napoleone, Civardi e Piacente, ed elencati nelle prime pagine dell’ordinanza, un nome solo, caso quasi senza precedenti, sia rimasto �omissato�. Scrive del resto il gip nelle ultime pagine dell’ordinanza che �i vari Tavaroli e compagni, non vengono considerati come i destinatari ultimi delle notizie coperte dal segreto…La notazione non � di poco conto. Essa infatti sta implicitamente a significare che le singole condotte di rivelazione di segreti d’ufficio avevano quale mandante e destinatario un soggetto terzo, allo stato non specificamente individuato, e per conto del quale esse erano state poste in essere�. Il gip si spinge oltre: �Qui � invece pacifico che ad essere committente, nei casi da ultimo indicati (il riferimento � in particolare allo spionaggio dei dipendenti, ndr) siano i gruppi Pirelli e Telecom, tanto � vero che ad essere accusati dai relativi reati sono anche dirigenti e/o appartenenti a tali gruppi societari�.

                  Insomma, seppure non venga mai citato, � chiaro che in tutto il provvedimento il nome del convitato di pietra � quello di Marco Tronchetti Provera, il �presidente� al quale, come racconta un testimone fondamentale dell’inchiesta, Armando Focaroli, responsabile dell’audit interno di Telecom, �Tavaroli deve infatti riferire direttamente�. Anche se poi aggiunge che, per questo motivo, �non pu� dettagliare le operazioni nella loro natura e dimensioni, in pratica Tavaroli non riferisce a nessuno…�. Rileva per� il gip, che, nonostante l’allontamento di quello che fu sicuramente l’artefice del sistema di spionaggio messo in piedi da Pirelli-Telecom, �altri prendono il suo posto, assumono i suoi metodi e si avvalgono degli stessi soggetti cui prima Tavaroli faceva ricorso. Adottando per� una precauzione, e cio� quella di bruciare tutti i documenti che possono ricollegare loro e le societ� a cui appartengono�.

                    Di pi�: �Pur non potendosi difatti escludere che in alcuni casi, taluno, ad esempio il Tavaroli, un soggetto al quale era stato negli anni certamente conferito un potere enorme, e sostanzialmente incontrollato, di agire, disporre, di spendere in nome e per conto di Telecom e Pirelli, possa aver agito per interesse personale, per soddisfare una illecit� “curiosit�” che fuoriusciva dai compiti affidatigli, pur tuttavia non si pu� dubitare che nella stragrande maggioranza dei casi, le investigazioni affidate alla Polis d’Istinto avessero come destinatario, come soggetto interessato ad ottenerle, qualcuno posto al di sopra di Tavaroli, o quantomeno qualcuno che le riceveva e le utilizzava poi a propri fini�. Come spiegarsi del resto, tra i files sequestrati nel maggio scorso a Emanuele Cipriani (almeno 30 mila,) dossier ispirati dall’Inter, oppure sistematiche investigazioni sui dipendenti da assumere in Telecom e Pirelli, e ancora le false verifiche fiscali su gommisti rivenditori di prodotti della societ�? Il tutto, nota il giudice, in barba allo Statuto dei Lavoratori e con sprezzo totale della privacy.

                      Il materiale raccolto dagli inquirenti � sterminato. Si va dalle testimonianze di dipendenti della multinazionale e delle societ� d’investigazioni, alle intercettazioni telefoniche, alle rogatorie internazionali, che mettono in evidenza il fiume di denaro uscito dalla Pirelli Telecom verso i conti esteri di Cipriani (Isole Vergini, Lussemburgo, Svizzera, Principato di Monaco) e altri ancora i cui beneficiari non sono individuati. Almeno 20 milioni di euro sono stati finora sequestrati, ma i pm sospettano che il tesoro messo insieme dal duo Tavaroli-Cipriani, sia di gran lunga superiore e abbia soddisfatto le aspettative anche di altri personaggi.

                        Spiavano i dipendenti, i concorrenti, i rivenditori, e poi i giornalisti, gli uomini di spettacolo, i politici, gli eventuali “scalatori”. Chiunque potesse dare fastidio, rappresentare un problema, essere suscettibile di ricatto. Un vero e proprio servizio segreto parallelo in grado d’invadere la sfera privata di ogni individuo che disponesse di un telefono, di una carta di credito, di un conto in banca. In pratica di tutti.

                          Non mancano quelli che nell’ordinanza vengono definiti �i rapporti pericolosi tra Cipriani, Tavaroli e i servizi segreti�. In particolare con Marco Mancini, il dirigente del Sismi arrestato e rimesso in libert� nell’inchiesta sul sequestro Abu Omar. �Incredibile� per il gip quanto dice Cipriani, quando afferma che con Mancini c’era �solo un rapporto di amicizia�. A smentirlo �intensi rapporti telefonici tra i due, oltre al possesso del terzo “amicone”, Tavaroli, di documentazione riservata proveniente dai servizi segreti�. Nella perquisizione effettuata nel maggio scorso in casa dell’ex capo della sicurezza Telecom, vennero cos� ritrovati �organigrammi, alcuni riservati, dell’Autorit� Nazionale per la Sicurezza; del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno, del Cesis, del Sismi, del Sisde, dell’Arma dei Carabinieri, della Dia, del Ministero dell’Economia, del Ministero degli Affari Esteri, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Amministrazione della Camera dei deputati, dei Ros…�.

                            Per quale fine, per quale scopo tutto ci�? Estorsioni, minacce, ricatti. �Certo � che, a prescindere dalle singole responsabilit� penali e dalla ascrivibilit� ai singoli indagati di uno, dieci o cento fatti di corruzione e di rivelazione e utilizzazione aggravata di segreti d’ufficio vi � il fatto oggettivo dell’enorme mole d’informazioni e di dati riservati illegalmente ottenuti e memorizzati nell’archivio rinvenuto nella disponibilit� di Cipriani e per la stragrande maggioranza commissionati da uomini dei gruppi Telecom e Pirelli, e pagati con denaro proveniente da tali societ�. Un fatto sul quale molto ancora appare necessario investigare e che � facile immaginare che porter� all’individuazione di molti altri pubblici ufficiali corrotti ed infedeli, ma che gi� da ora emerge in tutta la sua eccezionale gravit�, ed � assai inquietante per il coinvolgimento di soggetti e di personalit� ed autorit� dello Stato. Ed � evidente che si tratta di un fenomeno suscettibile, ove non dovesse essere adeguatamente affrontato a risolto, di minare la credibilit� di certe istituzioni e che potrebbe essere asservito a finalit� che allo stato sfuggono ma che potrebbero, seppur in linea meramente teorica, essere addirittura contrarie ai principi costituzionali e fondanti di questo Paese�.