“Telecom” Rossi: Non c’è bisogno di nazionalizzazioni

28/09/2006
    gioved� 28 settembre 2006

    Pagina 9 – Interni

    ALLE CAMERE – AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DEL GRUPPO: �VIA AL RILANCIO�

      Rossi: telefonia sana
      Non c’� alcun bisogno
      di nazionalizzazioni

        Marco Castelnuovo
        Gianluca Paolucci

          ROMA
          Due ore e mezza per convincere il Parlamento che �Telecom � un’azienda sana, in grado di sostenere il proprio debito�. Nell’audizione informale alla commissione trasporti della Camera e lavori pubblici del Senato il presidente di Telecom Guido Rossi, accompagnato dall’amministratore delegato Riccardo Ruggiero, illustra le nuove prospettive del principale gruppo telefonico del Paese. Innanzitutto rassicura: �Ho gi� ricoperto una volta la carica di presidente per guidare la privatizzazione – ha detto Rossi ai parlamentari -; in questo secondo mandato non intendo certo assistere passivamente a una nuova, sia pure larvata, nazionalizzazione dell’impresa�. Ribadisce che �il mio impegno sar� di operare nel solco della strategia delineata da chi mi ha preceduto, accompagnando il management negli obiettivi che sono alla base della riorganizzazione approvata dal Consiglio di amministrazione�.

            Rossi si riferisce al consiglio dell’11 settembre scorso che ha deliberato il riassetto societario scatenando uno scontro molto aspro con il premier Romano Prodi. E che la gestione di Rossi sia nel solco gi� tracciato dall’ex presidente Tronchetti Provera, lo si capisce anche dal passaggio sul debito in capo a Telecom: �alla fine di quest’anno caler� a circa 38 miliardi�, ha detto confermando quello che gi� Tronchetti aveva dichiarato nel luglio scorso. Per cui �� sbagliato� attribuire la riorganizzazione a presunte difficolt� finanziarie del gruppo, e parlare di rischi finanziari �� semplicemente fuori dalla realt�. Certo, Rossi ha dichiarato la propria incompetenza a rispondere sulle questioni pi� calde. Nessun commento n� sui problemi della catena di controllo da cui dipende Telecom (e dove si annidano i rischi finanziari), n� sullo scandalo che ha coinvolto il gruppo. E non � mancata qualche sottolineatura di carattere pi� politico, come il richiamo sul diritto delle imprese ad una �autonomia di gestione�, e l’accenno alla �tempesta mediatica� che ha provocato le dimissioni di Marco Tronchetti Provera, cui ha dato atto di �aver compiuto un gesto di responsabilit�.

              Un’analisi puntuale che Rossi mette a disposizione del Parlamento (�Ritengo assolutamente normale che Governo e Parlamento si interessino delle sorti del settore�) e dell’Autorit�, visto che �il nostro atteggiamento sar� improntato al massimo spirito di collaborazione con il regolatore�. � questa la novit� che vuole �sgombrare definitivamente il campo dalle accuse di scarsa trasparenza�. Una relazione complessivamente gradita dalle commissioni. �� apprezzabile la volont� di voler procedere in accordo con l’Autorit� – hanno detto i due presidenti Meta e Donati -. � una novit� di rilievo che pu� creare condizioni nuove�. Ma certo i parlamentari confermano che �restano diverse questioni aperte che gettano un’incognita sul futuro dello scorporo di Tim�. E a questo proposito, ieri il presidente della Consob, Lamberto Cardia, ha confermato la convocazione per i prossimi giorni degli organi collegiali di Telecom, tra cui il collegio sindacale, �per compiere ulteriori accertamenti�.

                � prevista infine per domani la riunione del comitato di auditing e controllo interno della societ�, che affronter� anche il tema Tavaroli dopo gli arresti ordinati dalla procura di Milano. La convocazione � stata decisa all’indomani degli arresti ordinati dalla procura la settimana scorsa, anche se il caso Tavaroli non sar� l’unico ad essere trattato. � possibile anche che nel corso della riunione vengano forniti aggiornamenti sul rapporto commissionato nei mesi scorsi a Kpmg. Dopo che nel giugno scorso erano emerse, grazie ad un rapporto dell’internal auditing, le falle nel sistema che avevano portato ad un esposto alla magistratura da parte del gruppo, alla societ� di consulenza era stato assegnato un mandato per verificare se fossero state rispettate le procedure di tutela della privacy e tracciabilit� delle chiamate. Il rapporto di giugno seguiva un altro rapporto analogo del 2005, dal quale erano invece emerse una serie di irregolarit� contabili – fino all’esercizio 2004 – per spese sprovviste di giusitificativi nell’ordine di 12 milioni di euro all’anno. Tra l’altro nella banca dati della Camera di Commercio il nome di Giuliano Tavaroli � scomparso marted� scorso dall’elenco delle persone con potere di firma in Telecom.