“Telecom” Nell’affare appare il Cavaliere

14/09/2006
    gioved� 14 settembre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

    LA POLITICA – CROSETTO: PIERSILVIO E’ CERTO CHE SIA UN APPRODO NATURALE PER MEDIASET

      Nell’affare Telecom
      appare il Cavaliere

        Giostra di accuse fra �sapeva� e �non sapeva�

          retroscena
          AUGUSTO MINZOLINI

            ROMA
            L’aneddoto l’ha raccontato in tempi non sospetti, quasi dieci giorni fa un alto dirigente del gruppo Caltagirone. In sintesi: Angelo Rovati, uno dei consiglieri pi� ascoltati dal capo del governo, gli avrebbe confidato che il vertice di Telecom stava per vendere Tim ad un fondo americano, pi� precisamente Blackstone. E’ una delle tante versioni che girano su un’operazione per la quale il Presidente del consiglio, Romano Prodi, e l’azionista principale di uno dei pi� grandi gruppi italiani, Marco Tronchetti Provera, si stanno dando ormai da pi� di 24 ore reciprocamente del �bugiardo�. Prima indirettamente. Ora, si pu� dire, direttamente, senza usare intermediari.

              E la vicenda Telecom per l’ennesima volta, come � successo sempre in questi anni, si fa ingarbugliata. Tronchetti in queste ultime 48 ore ha giurato a pi� di una persona che Prodi era al corrente di tutto sull’ipotesi di vendita di Tim. Lo ha ripetuto addirittura ieri sera al ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa. Anzi, agli amici pi� intimi ha addirittura confidato che nelle ultime vicende di Telecom erano stati coinvolti direttamente personaggi che fanno parte del primo cerchio dei collaboratori del Professore: alle trattative per l’ipotesi di un ingresso di Ruperth Murdoch in Olimpia, la societ� che controlla Telecom, aveva partecipato, ad esempio, come �advisor� per il magnate sudafricano, Claudio Costamagna, uomo di Goldmann Sachs e consigliere del Professore; poi, successivamente, Angelo Rovati era stato l’intermediario tra Telecom e Palazzo Chigi su uno schema che prevedeva un �via libera� del governo alla cessione di Tim; e, contemporaneamente, un’adesione da parte di Telecom ad un’idea spuntata dentro la presidenza del consiglio, quella dell’ingresso della Cassa Depositi e Prestiti in rappresentanza del governo nella societ� proprietaria della rete. Addirittura a sentire il patron di Telecom quando venerd� 8 settembre su il Messaggero era uscita la notizia che Palazzo Chigi si opponeva alla vendita di Tim, lo stesso Rovati avrebbe letto al telefono – per approvazione – a Tronchetti Provera, o a chi per lui, una smentita poi finita sulle agenzie di stampa, nella quale si leggeva: �Un ipotetico “altol�” alla vendita Tim da parte del Presidente del consiglio necessit� di una secca smentita e di una forte sottolineatura. Le fantasiose interpretazioni giornalistiche che attribuiscono al governo intromissioni ultimative sulle scelte e le politiche industriali di societ� italiane e internazionali vanno esattamente nell’operazione opposta rispetto alle impostazioni dell’esecutivo…�. In poche parole per Tronchetti, Prodi – e i suoi collaboratori – potrebbero essere paragonati allo smemorato di Collegno.

                Il giudizio negativo del Professore nei confronti di Tronchetti, non � da meno. �Mi sono sentito – � una delle tante espressioni uscite dalla sua bocca – raggirato. E’ stato lui a tirarmi dentro questa vicenda. E lui che ha chiesto due colloqui per parlarmi e poi mi ha dato questa versione dei fatti dove non c’era la vendita Tim. Non capisco il perch�.

                  Probabilmente non si sapr� mai chi dice la verit�. Del resto il gioco delle versioni differenti � pane quotidiano per la Politica. Meno per l’Economia o per la Finanza. L’unica cosa sicura � che i rapporti tra il presidente del Consiglio e il patron della Telecom ormai hanno raggiunto il livello zero.

                    Del resto era inevitabile: come avrebbe potuto Prodi non smentire anche l’ombra di un suo possibile �mezzo s� alla vendita di Tim? Il suo � stato quasi un atto dovuto. A quanto si arguisce dalla versione Telecom, infatti, Tronchetti dell’operazione avrebbe messo al corrente solo lui nel governo. Non altri. Quindi anche i personaggi di primo piano della maggioranza sarebbero rimasti all’oscuro. A cominciare dal vice-premier Massimo D’Alema che, non per nulla, ha sposato in pieno la nota in cui Palazzo Chigi ha negato di aver ricevuto informazioni sulla vendita di Tim dal vertice Telecom. Se il Premier avesse preso una posizione diversa, infatti, il suo �vice� sarebbe stato costretto a chiedergli spiegazioni.

                      E, naturalmente, il giallo ha dato un’arma in mano all’opposizione. Gianfranco Fini non ha mancato di fare del sarcasmo: �Prodi sapeva o, altrimenti, lui e Tronchetti non si sono capiti�. Mentre la presenza nell’operazione di molti consiglieri del Professore ha spinto Daniela Santanch� di An a parlare di �una nuova merchant-bank di palazzo Chigi targata Prodi�. Di sicuro questa espressione, gi� legata alla presidenza del consiglio D’Alema, diventer� un leit-motiv nelle prossime settimane, insieme ad altre immagini che inevitabilmente vengono evocate dalla vicenda. Come la possibile vendita di Tim al Fondo americano Carlyle, quello guidato in Italia da Marco De Benedetti, figlio dell’ingegner Carlo, mecenate del partito Democratico. Oppure il possibile coinvolgimento di un altro fondo americano, Blackstone appunto, dove sono presenti alcuni dei personaggi che aiutarono Roberto Colannino in quella scalata a Telecom che fu benedetta da D’Alema.

                        O, ancora, il silenzio di Silvio Berlusconi, che fino ad ora non ha speso una parola sull’affaire Telecom. �C’� di tutto – osserva uno degli strateghi del Cavaliere, Guido Crosetto -. C’�, soprattutto, il lavorio della nuova Merchant-Bank di palazzo Chigi composta dagli uomini della Goldman Sachs. Io sono sicuro che Prodi era al corrente di tutto. E proprio per questo non capisco la virulenza dei suoi attacchi a Tronchetti. Forse tanta animosit� nasce dal fatto che il capo di Telecom potrebbe usare parte del ricavato dalla vendita di Tim per aumentare la sua quota in Rcs. E Berlusconi? Sta zitto, � ai margini e non capisco perch� non si muove. In fondo il futuro di Telecom dovrebbe interessargli. Anche se Confalonieri non ne vuole sapere, Piersilvio, il figlio, � convinto che l’approdo naturale di Mediaset � proprio l’incontro con Telecom e con le sue strutture visto che tra cinque anni la tv generalista andr� in crisi�. Un’altra pulce nell’orecchio del Professore.