“Telecom” Nel mirino di Resca e fondi Usa

20/09/2006
    mercoled� 20 settembre 2006

      Pagina 4- Primo Piano

      IL DOSSIER – TRA LE OPZIONI UN’OFFERTA PER UNA QUOTA DI CONTROLLO DELL’INTERO GRUPPO. IN ALTERNATIVA UN’OPERAZIONE SOLO SUI TELEFONINI

        Telecom nel mirino di Resca e fondi Usa

          L’imprenditore, molto vicino a Berlusconi, guida una cordata di investitori internazionali

            retroscena
            FRANCESCO MANACORDA

              MILANO
              Telecom dallo �spezzatino� verso l’hamburger. Mario Resca, l’imprenditore che ha portato McDonald’s in Italia e ha avuto numerosi incarichi come risanatore di gruppi industriali, sta esaminando il dossier del gruppo telefonico per conto di un gruppo di investitori americani ed europei interessati all’operazione. Ci sono dunque un nome – peraltro assai vicino a Silvio Berlusconi – e una faccia ben conosciuta sul passaporto italiano che dovr� aprire la strada a una possibile cordata di capitali esteri su Telecom. Stretto riserbo sui nomi dei private equity che hanno messo il gruppo di telefonia nel mirino, anche se secondo indiscrezioni non confermate potrebbero essere interessati pure dei pesi massimi americani come Templeton International e Blackstone.

                Anche l’oggetto preciso della possibile operazione allo studio � ancora da definire. Le opzioni potrebbero arrivare fino a un’offerta per entrare con una quota di controllo nel gruppo Telecom, o fermarsi invece a proposte sulle singole parti – come la Tim e la rete di telefonia fissa – di cui il gruppo ha deciso lo scorporo l’11 settembre. Il tutto a patto che Telecom decida di muovere ufficialmente verso la vendita di questi settori. Finora si � infatti deciso di trasferirli in societ� distinte, ma Marco Tronchetti Provera prima e Guido Rossi poi, hanno ripetuto che ufficialmente non sono in vendita.

                  Quel che � certo � che a un primo esame dei numeri, la stima che la Telecom parrebbe fare del valore di Tim – vicina ai 40 miliardi di euro per tutta la telefonia mobile italiana – appare al gruppo di investitori internazionali che si affida a Resca assai poco condivisibile. Presa singolarmente – � il ragionamento – la telefonia mobile non assicura nei prossimi anni rendimenti sufficienti a giustificare quella valutazione. Diverso il discorso se si esamineranno altre possibili combinazioni. E a mo’ di esempio c’� anche chi cita la recentissima decisione di Vodafone, il leader mondiale nella telefonia cellulare, di stringere un accordo con British Telecom per offrire servizi sulla rete fissa ai propri clienti. Dunque, se si proceder� verso Tim, il fattore prezzo sar� presumibilmente oggetto di un intenso negoziato.

                    Resca, che � stato commissario straordinario della Cirio dopo il crack ed ha curato anche la ristrutturazione di Kenwood e Sambonet, ha rapporti consolidati sia nel mondo industriale e finanziario italiano, sia negli Stati Uniti visto che � anche stato presidente della American Chamber of Commerce di cui � tutt’oggi uno dei soci pi� attivi. E proprio l’8 luglio scorso il presidente di McDonald’s in Italia era a Villa Taverna, la residenza romana dell’ambasciatore Usa, per un incontro sugli investimenti esteri nel nostro paese a cui parteciparono tra gli altri Marco Tronchetti Provera e i rappresentanti di grandi fondi di private equity americani. Del resto, circa un anno fa, Resca aveva annunciato la sua intenzione di creare un fondo di �turnaround� industriale, destinato a ristrutturare aziende in crisi. Un primo tentativo, senza esiti, � stato sul dossier Parmalat. Adesso il caso Telecom – anche se � opinione comune che la situazione industriale dell’azienda sia sana e che a preoccupare siano soprattutto gli aspetti finanziari – potrebbe essere il banco di prova decisivo. Per gli investitori esteri, del resto, la figura di Resca pu� avere un duplice ruolo: quello di nome che dar� una spruzzata di �italianit� all’offerta, ma anche e soprattutto quello di guida nell’intricata realt� nostrana dove chi arriva da fuori e tocca i fili del settore tv e telefoni rischia di farsi male.

                      Ma l’interesse di Resca per Telecom apre naturalmente scenari significativi anche sugli equilibri politico-finanziari italiani. Se con il premier Romano Prodi il presidente di McDonald’s condivide la passione per le biciclette – in garage ne tiene otto – su tutto il resto � assai pi� in sintonia con il leader della Cdl Silvio Berlusconi. Un legame non solo ideologico e un rapporto di lunga durata: Resca � tra l’altro consigliere d’amministrazione della Mondadori del gruppo Fininvest e siede anche nel consiglio Eni, dove � stato messo proprio dal precedente esecutivo. E cinque anni fa, ai tempi della formazione del governo Berlusconi, il suo nome era in lizza per un incarico ministeriale. Insomma, la domanda � semplice: dietro il progetto di Resca per Telecom potrebbe spuntare l’ombra ingombrante di Berlusconi? L’interesse del gruppo Mediaset � stato ufficializzato prima dalle dichiarazioni di Fedele Confalonieri che ha detto di sperare in una cordata italiana per un’eventuale vendita di Tim, e poi anche dall’amministratore delegato della stessa societ�, Giuliano Adreani. �Guardiamo con grande attenzione a quanto sta succedendo a Telecom�, ha detto Adreani in un’intervista apparsa ieri sul Sole 24 Ore, spiegando anche che �l’idea che qualche straniero venga a prendersi pezzi importanti di gruppi italiani non ci fa piacere�. E lo stesso comportamento di Berlusconi – che sul cot� politico del caso Telecom sembra essersi limitato al �minimo sindacale� – spinge alcuni osservatori a ipotizzare che questa estrema prudenza politica sia legata a un concreto interesse aziendale. Ma va detto che Resca si � sempre mosso con una sua autonoma rete di contatti e che per i capitali americani ed europei che gli hanno affidato il mandato esplorativo su Telecom la presenza di un compagno di strada come la Mediaset o Berlusconi in qualsiasi forma, potrebbe essere pi� di peso che di aiuto.