“Telecom” Le scatole cinesi della catena (Galapagos)

06/04/2007
    venerdì 6 aprile 2007

      Pagina 12 – IL CAPITALE

      editoriale

        Le scatole cinesi della catena Telecom

          Galapagos

          C’è chi, ricordando le curiose bamboline russe, le ha chiamato Matrioske. Più popolare è un’altra definizione: «scatole cinesi». E’ il vizio, soprattutto italiano, di allungare le catene di controllo societarie (la Fiat ieri ha promesso che l’accorcerà) per consentire a un imprenditore di possedere asset strategici con un controllo diretto molto piccolo. Il tutto favorito da scambi reciproci di alleanze con altri soggetti. Il caso di Telecom è il miglior esempio.

          La catena con la quale Marco Tronchetti Provera controlla e comanda su Telecom è molto lunga, ma dall’analisi di queste scatole cinesi emerge che non è lui il vero padrone del colosso italiano della telefonia. La prima scatola è rappresentata da una società personale di Tronchetti Provera, la Gpi, la quale possiede il 52,0% di una seconda scatola: una finanziaria che si chiama Camfin. Fin qui tutto quasi regolare: il 52% è una bella percentuale (la maggioranza assoluta) che consente a Tronchetti di governare in piena libertà. Le cose si complicano con la scatola successiva: Pirelli.

          Del prestigioso marchio industriale italiano la Camfin possiede il 25,5% delle azioni, cioè un quarto del capitale. La forza di Tronchetti è un patto di sindacato (scadrà nel 2010) al quale aderiscono banche e società di assicurazione e che dà stabilità alla Pirelli grazie al fatto di aver «federato» il 46,2% delle azioni. Senza quel patto Tronchetti Proverà, o meglio, la Pirelli, sarebbe a rischio di possibili scalate. Ma passiamo alla scatola successiva: Olimpia. Fu creata nel 2001 per rilevare il 23,3% delle azioni Olivetti in portafoglio alla Bell, una società di Colaninno e Gnutti che aveva in pancia azioni Telecom acquisite con la scalata del 1999 che aveva portato a rilevare con un’Opa il 51,02% del capitale della compagnia telefonica.

          Saltando un po’ di passaggi, oggi Olimpia (per l’80% di proprietà di Pirelli e per il 20% della famiglia Benetton) detiene il 18% del capitale sociale di Telecom. Andando a ritroso, quindi, Tronchetti Provera detiene con Olimpia controllata da Pirelli un po’ più del 14% di Telecom. Però la partecipazione in Pirelli di Tronchetti è limitata al 25% del capitale. Risultato: Tronchetti possiede a pieno titolo poco più del 3,5% di Telecom. Andando ancora più indietro c’è la Camfin di proprietà di Tronchetti solo per il 52%. Questo significa che la quota di Tronchetti in Telecom scende a meno del 2%. La storia qui si ferma. La morale è semplice: Tronchetti spadroneggia su Telecom grazie ai soldi altrui.