“Telecom” L.Gallino: «Il governo non ha altra scelta: deve intervenire»

18/09/2006
    luned� 18 settembre 2006

    Pagina 10 – Economia & Lavoro

    Luciano Gallino – Situazione pericolosa che rischia di finire fuori controllo: non solo Tim scalabile, anche la rete

      �Il governo non ha altra scelta:
      deve intervenire�

      di Laura Matteucci / Milano

      �Il governo deve intervenire. Innanzitutto, affermando di volerlo fare, spendendosi a fronte degli interessi collettivi in gioco. Perch� questo � un settore strategico per il paese. Il governo deve esercitare quel po’ di potere che ha per arrivare ad una soluzione positiva�. � netto, il sociologo del lavoro Luciano Gallino, docente all’Universit� di Torino. Non entra pi� di tanto nelle polemiche che aleggiano sul caso Telecom, e parlando del suo salvataggio non ne fa una questione nostalgica vagheggiando l’Iri, ma una molto attuale: perdere Tim sarebbe �un grosso problema� gi� in s�, e in pi� renderebbe pi� facilmente scalabile anche la stessa Telecom. Il che equivarrebbe ad �una forma di resa, inconcepibile in qualsiasi altro paese europeo�.

      Contrario ad ogni possibile scorporo, Gallino � chiaro anche su come partire per una ristrutturazione efficace dell’azienda, invertendo il passo che l’ha portata sull’orlo del precipizio: mandare a casa consiglio di amministrazione e management, separando finalmente la propriet� da chi dovr� invece lavorare per risananare.

      Professore, che succede al capitalismo italiano? Proprio mentre si risana la Fiat, l’altro colosso dell’economia nazionale ha l’acqua alla gola e un presidente dimissionario?

        �Il parallelismo tra Fiat e Telecom ha un senso. Per decenni i proprietari della Fiat, a partire dalla famiglia Agnelli, hanno messo mani e piedi nel cda. Poi, due anni fa, la svolta: gli azionisti hanno trovato dei manager capaci, Marchionne in particolare, che hanno rilanciato l’azienda. In Telecom, invece, assistiamo ad una sovrapposizione del tutto incongrua tra propriet� e management, una commistione che l’ha portata al punto in cui si trova ora�.

        � il modello di governance che non ha funzionato? Com’� possibile che Telecom abbia la stessa enorme esposizione debitoria, 42 miliardi, di cinque anni fa?

          �Quel modello non pu� funzionare, capitalista e manager hanno due ruoli diversi, interessi diversi, che semmai interagscono e anche confliggono. Poi, il debito, fermo da anni, � gi� in s� un giudizio sul management. Del resto, oggi Telecom � la pi� piccola tra le grandi compagnie telefoniche europee. Ma il nodo della sua situazione sta anche a monte, in quell’”effetto leva” che ne ha permesso la scalata, cio� ha permesso ad una societ� modesta di arrivare ad avere, attraverso una lunga serie di passaggi e di indebitamenti, un potere di controllo enorme, ma anche un’enorme esposizione�.

          Tronchetti per� questa catena di controllo l’ha accorciata.

            �Non poi cos� tanto. Comunque, Guido Rossi � un dichiarato nemico delle piramidi, dei giochi finanziari, che si protraggono all’infinito�.

            Questo significa che giudica positiva la sua nomina a presidente?

              �Positiva come figura di garanzia, che accompagni questa fase di transizione, per sei mesi, un anno. In realt�, Telecom ha bisogno di un presidente e un amministratore delegato che facciano solo quel mestiere�.

              E poi, di che cosa c’� bisogno? L’ipotesi di vendita di Tim, magari ad investitori esteri, lasciando l’Italia priva di un gestore nazionale di telefon�a mobile, come la giudica?

                �Sarebbe un enorme problema. Improponibile in Francia o in Germania. Stiamo parlando di una delle infrastrutture centrali per il paese, e lo � anche per il governo, per l’amministrazione. Un conto � la distinzione tra fisso e mobile, un altro la creazione di societ� indipendenti, facilmente scalabili. Per essere chiari: Tim non dev’essere venduta, ma il problema investe anche la stessa Telecom�.

                Il vero rischio, cio�, � la perdita della rete fissa?

                  �Certo. Telecom ha un valore intorno ai 60 miliardi, se si dimezza o si divide in tre ciascun pezzo sarebbe molto facilmente acquistabile. Da finanziatori italiani? Non ne vedo molti in giro�.

                  Se questo � uno degli asset strategici che lo Stato deve tutelare, come dovrebbe intervenire il governo?

                    �Adesso paghiamo il modo con cui � stata condotta la privatizzazione. Dopo 70 anni di monopolio pubblico, passare ad una privatizzazione totale � stato un errore. In Francia e Germania, tra partecipazioni dirette e non, lo Stato ha ancora il 33% delle compagnie. Per fortuna esistono anche altri mezzi, che si chiamano politica economica, piani di settore, ovvero articolare anche su base territoriale l’attivit� produttiva. Lo stanno facendo anche in Inghilterra, il paese pi� liberale di tutti, troverei strano non si facesse in Italia. Aggiungerei una cosa�.

                    Dica pure.

                      �Il rapporto Rovati � stata una prova di straordinaria goffaggine da parte di tutti, compreso il presidente del Consiglio, ma alcune idee non sono poi male, come quella di un intervento attraverso la Cassa depositi e prestiti per mantenere le infrastrutture�.