“Telecom” «Intercettazioni? Nel dna della Pirelli»

22/09/2006
    venerd� 22 settembre 2006

    Pagina 4 – Economia/Oggi

    Intercettazioni? Nel dna della Pirelli�

      Operai e impiegati non sono stupiti: �Sapevano prima le date degli scioperi�. La Cgil parte civile

        di Luigina Venturelli/ Milano

        NESSUNA SORPRESA – �Pi� che un normale rapporto di lavoro, sembra un vincolo da schiavit� della gleba di tipo medievale�. La rabbia dei dipendenti Pirelli e Telecom, oggetto d’illecita schedatura da parte degli investigatori privati e dei dirigenti aziendali finiti nel mirino della procura di Milano, � unanime: ora sembrano trovare spiegazione gli strani criteri usati dal management nelle assunzioni e le sospette capacit� del gruppo di prevedere le iniziative sindacali. Ma nessuno parla di sorpresa e sgomento: �� un comportamento coerente alle modalit� di gestione usate dai dirigenti di Tronchetti Provera� affermano le Rsu. Anche per questo la Slc Cgil ha deciso di costituirsi parte civile nel futuro processo, ritenendo �parte lesa� i lavoratori del gruppo.

        Carlo Sorrentino � da 12 anni delegato sindacale alla Pirelli di Bollate: �� nel loro dna fare questo genere di cose: quando incontrano i rappresentanti dei lavoratori spiegano che va tutto bene e che il futuro industriale � roseo, ma inevitabilmente il giorno dopo leggiamo sulla stampa che hanno venduto un altro pezzo della produzione. Il management si smentisce in continuazione, non c’� alcuna correttezza nelle relazioni�.

        Detto questo, le intercettazioni starebbero nell’ordine delle cose: �Spesso – racconta Sorrentino – l’azienda sembrava essere gi� al corrente delle iniziative che stavamo ancora discutendo all’interno del sindacato. Quando abbiamo deciso lo sciopero del 16 giugno scorso contro lo smantellamento della Pirelli, ad esempio, i dirigenti gi� sapevano�.

        � normale che sorgano molti dubbi sulla gestione del personale degli ultimi anni: �Ci chiedevamo – ricorda Gianmario Nocera della Filcem Cgil di Milano – quali fossero i metri di giudizio della Pirelli nell’assumere: molte volte erano i lavoratori migliori quelli a cui non veniva rinnovato il contratto a tempo determinato. Evidentemente controllavano che il pensiero degli assunti fosse funzionale alla filosofia aziendale. � preoccupante, ma costituisce il normale corollario dell’involuzione dei rapporti sindacali avviata con l’arrivo di Tronchetti Provera. Un uomo, del resto, che ha depauperato il patrimonio industriale italiano, vendendo tutti i pezzi buoni di Pirelli per pagare i debiti e per mantenere la propria presenza in Telecom�.

        Sugli stessi toni anche Fabio Fumagalli, da 25 anni delegato alla Bicocca: �Da che � arrivato Tronchetti Provera, l’azienda si � ridotta ad un terzo di quello che era: a fronte di ogni problema ha sempre venduto, non ha mai fatto investimenti n� ha mai puntato sullo sviluppo industriale. Leopoldo Pirelli non l’avrebbe mai fatto e, pur non essendo uno stinco di santo, non avrebbe mai trattato gli operai come numeri da controllare e da svendere�.

        Qualcuno in Telecom si � persino premunito in anticipo: �Noi che lavoriamo in azienda – spiega Renato Comelli, rappresentante sindacale della Telecom di Bergamo – sappiamo quanto possano essere facili gli abusi in tema di intercettazioni: nell’assoluta mancanza di controlli, questa propriet� ha accentrato tutte le attivit� relative alla sicurezza e all’attivit� giudiziaria, creando un’azienda nell’azienda che rispondeva solo al presidente. Insomma, qualche sospetto l’abbiamo sempre avuto e ci siamo regolati di conseguenza, autolimitandoci nelle conversazioni telefoniche e nelle e-mail�. Ma l’amarezza non si limita alle intercettazioni: �Com’� possibile che nessuno se ne sia accorto prima? Speriamo solo che questo verminaio – si preoccupa Comelli – non crei una cortina fumogena sulle ben pi� gravi responsabilit� industriali del gruppo�.