“Telecom” Il piano di Rossi

18/09/2006
    domenica 17 settembre 2006

    Pagina 7 – Primo Piano

    LE STRATEGIE – CON IL CAMBIO DELLA GUARDIA IL NUOVO PRESIDENTE SAR� CHIAMATO A RISOLVERE UNA VOLTA PER TUTTE IL NODO DEL MAXINDEBITAMENTO

      Il piano di Rossi
      Vendere Tim e fare pace col governo

        il caso
        FRANCESCO MANACORDA

          L’ex presidente che si concede scravattato alle telecamere in una significativa passeggiata con la moglie Afef e i figli nel cuore di Milano e parlando con gli amici assicura: �Sono sereno, sono molto tranquillo�. In serata andr� a vedere la partita dell’Inter. Il neopresidente chiuso invece in casa, tra i telefoni impazziti e i primi contatti con i collaboratori. Nel �day after� del terremoto al vertice Telecom � inutile aspettarsi colpi di scena dalla staffetta tra Marco Tronchetti Provera e Guido Rossi. Il mercato, del resto, di emozioni ne ha gi� avute abbastanza nelle ultime ore con le dimissioni-lampo di Tronchetti: nel primo pomeriggio di venerd� ha comunicato la sua decisione ai pi� stretti collaboratori e al socio in Olimpia Gilberto Benetton, alle dieci e mezzo di sera la notizia dell’uscita dalla carica di presidente e dal consiglio Telecom era ufficiale.

            I messaggi che arrivano in queste ore dalla Telecom e che lo stesso professor Rossi, nella sua nuova veste, sottoscrive sono sostanzialmente due: in primo luogo Tronchetti Provera ha deciso il suo passo indietro – �un arrocco�, lo definiscono gli osservatori meno benevoli – nella convinzione che la mossa fosse necessaria per separare i suoi destini, ormai in collisione frontale con quelli del premier Romano Prodi, dalle sorti della stessa Telecom; inoltre, anche dopo le dimissioni-choc del presidente, l’inversione di marcia sulle strategie approvata luned� dal consiglio resta immutata: si proceder� allo scorporo della rete fissa e a quello della telefonia mobile e si cercher� poi – come � sottinteso in quelle decisioni anche se non dichiarato esplicitamente – di trovare un acquirente o un socio di gran peso per la rinata Tim.

              Dunque, mentre la gestione operativa resta nelle mani – rafforzate – del vicepresidente Carlo Buora e dell’Ad Riccardo Ruggiero, a Rossi spetteranno, come si addice al suo molteplice profilo, molteplici ruoli. Capire quali non � complicato: Rossi � una garanzia per tutti i soci, non solo quelli di maggioranza, e allo stesso tempo pu� garantire al meglio la societ� nei rapporti con le autorit� di controllo. E’ un ottimo ambasciatore – pi� con i ds che con il Professore, con il quale peraltro gli alleati di governo sono non poco infuriati – per cercare di risanare i rapporti del gruppo con l’esecutivo. Ma se il professore-presidente � di sicuro un uomo di garanzia, il suo arrivo al vertice Telecom pu� essere letto anche come quello di una figura chiamata a reggere situazioni di emergenza – il caso Ferfin insegna – grazie a una rete di rapporti di reciproca fiducia che va dalle grandi banche alla Procura di Milano. Significa dunque che l’uscita di scena di Tronchetti � legata anche alle preoccupazioni del mondo bancario, il quale in virt� di un triplice ruolo – azionista ancora per qualche settimana di Olimpia, depositario di una buona parte delle azioni Telecom date in pegno dalla stessa Olimpia e creditore del gruppo – nutre forti preoccupazioni? C’� chi lo crede, ma al momento mancano elementi che dimostrino questa tesi. Anzi, tra le interpretazioni pi� accreditate c’� quella che il brusco addio di Tronchetti a Telecom non sia tanto e solo una mossa successiva allo scontro cui si � assistito in questi giorni tra l’imprenditore e Prodi, quanto una mossa preventiva, tesa a evitare danni peggiori per il gruppo se lo scontro dovesse salire ancora di tono.

                Tronchetti adesso � fuori da Telecom ma comunque saldamente alla presidenza di Olimpia – la scatola che controlla assieme ai Benetton che ne hanno il 20% – e a quella della sovrastante Pirelli. Non pi� impegnato nel gruppo telefonico, insomma, ma a tutti gli effetti ancora azionista di controllo. Una situazione destinata a mutare? In piazza Affari alcuni cominciano a pensarlo: proprio alla luce delle dimissioni del presidente si pensa a qualche movimento in Olimpia. L�, per il 4 ottobre, le banche applicheranno la loro opzione �put� che costringer� Pirelli ad acquistare le loro azioni, salendo cos� all’80%. Adesso l’ipotesi di una diluizione di Pirelli e dell’ingresso di altri soci, magari con una crescita dei Benetton, viene guardata con attenzione. Qualche segnale si avr� anche domani, con l’apertura dei mercati. Anche sulla nuova strategia approvata da Telecom luned� scorso, restano aperte alcune questioni. In primo luogo quelle relative allo scorporo della rete e della telefonia mobile. Se la vendita della rete sembra essere una priorit� di altri soggetti – si veda l’ormai celebre piano-Rovati – e non dell’azienda, la cessione dei telefonini, prima in Brasile e poi in Italia, � senza dubbio nei piani del gruppo. Ma chi sar� disposto a sborsare anche una parte dei 35-40 miliardi che secondo Telecom sono il valore pieno dei telefonini, quando oggi con una decina di miliardi di euro ci si compra il 25% dell’intera Telecom, seppur accollandosi anche la quota-parte dei 43 miliardi di debito? i banchieri d’affari, insomma, sono gi� al lavoro sulle possibili soluzioni, che siano finanziariamente e politicamente – cosa a questo punto pi� difficile – accettabili. Sui progetti che Telecom ha annunciato luned� anche il neopresidente Rossi ha sue precise convinzioni. Quali? In sostanza che da parte del gruppo non si sia riusciti a perseguire la convergenza tra telefonia fissa e mobile – come ha denunciato Tronchetti – per un atteggiamento troppo rigido del governo e delle autorit� di settore. Di fronte a questo atteggiamento, il professore comprende e sostiene in pieno la decisione di cambiare strategia aziendale con lo scorporo e la futura vendita dei telefonini, sebbene il rigurgito neo-statalista del governo Prodi lo preoccupi non poco.