“Telecom” Il Palazzo si sente sotto assedio

22/09/2006
    venerd� 22 settembre 2006

    Pagina 3 – Primo Piano

      INDIGNAZIONE E PAURA FABRIS (UDEUR): �PEGGIO DELLO SCANDALO SIFAR�

        Il Palazzo si sente
        sotto assedio
        �E’ quasi un golpe�

          Fassino: �Chi spia pensa di ricattare il paese�

            retroscena
            AUGUSTO MINZOLINI

              ROMA
              Di primo mattino, mentre nel Transatlantico di Montecitorio alcuni deputati leggono stancamente i giornali, dentro l’aula il capogruppo del “mastelliani”, Mauro Fabris, lancia il grido d’allarme di un Palazzo che si sente spiato. La notizia della struttura parallela che in Telecom intercettava il Gotha del Paese ha messo mezza classe politica in allarme e l’altra met� sta buona solo perch� ancora � ignara. �Si tratta di un’enormit� – grida Fabris -. Peggio dello scandalo Sifar, quasi un colpo di Stato. Dobbiamo dare subito una risposta per non fare la parte degli scemi. Bisogna varare un provvedimento che levi la pelle a chi pubblica intercettazioni. E’ un problema che riguarda tutti. Pensate se uno di questi deputati si ritrova domani su un giornale la trascrizione delle telefonate con le sue troie: � rovinato. Domani Clemente porter� in Consiglio dei ministri il testo di un provvedimento. Speriamo che venga trasformato in un decreto legge. Tra l’altro c’� la proposta di istituire per le intercettazioni legali, cio� quelle autorizzate dalla magistratura, un unico centro di ascolto dentro il ministero di Grazia e Giustizia�.

                Il Palazzo � indignato contro chi ha avuto l’impudenza di spiare migliaia e migliaia di personaggi in vista: industriali, banchieri, politici e giornalisti. Ma ha anche paura: in che mani finiranno quei cd stracolmi di colloqui confidenziali? Ecco perch� il desiderio di intervenire subito – con un decreto o con una commissione di inchiesta per fare chiarezza – � unanime. Il Guardasigilli Clemente Mastella parla di �attentato alla democrazia�. Piero Fassino di �ricatto al Paese�. Francesco Rutelli chiede l’adozione di �misure estremamente stringenti per evitare che il cittadino parli al telefono con il timore di essere ascoltato�. Anche Romano Prodi tornato dagli Usa ha maturato la convinzione che �bisogna fare qualcosa, subito�. E sull’altro versante Silvio Berlusconi � restato di stucco di fronte allo scoppio del nuovo scandalo: �Mamma mia, mamma mia. Roba da non credere. Siamo pronti anche ad accettare un decreto per far fronte una buona volta al problema delle intercettazioni�.

                  Il Palazzo �spiato� reagisce all’unisono. Del resto sull’argomento �intercettazioni� non sono pochi quelli che hanno i nervi scoperti. Semmai � sul resto che le valutazioni si dividono non fosse altro perch� nel Paese � in corso una grande partita di potere e, a sentire i bene informati, in questo giro due personaggi rischiano. Uno sar� sicuramente investito in pieno dalle polemiche: il patron della Telecom, Marco Tronchetti Provera. L’altro, invece, potrebbe essere toccato di sguincio, cio� il capo del Sismi Nicol� Pollari, ma visto che ha gi� avuto problemi in un passato recente i suoi nemici potrebbero approfittare del �caso� per condurgli un altro attacco.

                    Ma il vero bersaglio � Tronchetti. La vicenda delle intercettazioni, infatti, finisce per intrecciarsi nel duello tra il maggior azionista di Telecom e Prodi. �Ma avete visto che nomi ci sono l� dentro – racconta uno dei consiglieri del premier -, mezzo Gotha economico compresi tutti i soci di Telecom. Non si tratta di personaggi che possono interessare a Giuliano Tavaroli�. �Il vero caso da portare in Parlamento – tuona Pierluigi Castagnetti – � questo, non il caso Rovati�. Mentre uno dei fedelissimi del Professore, Gianclaudio Bressa, ci va gi� pesante: �Cos� sono serviti tutti quelli che parlavano dell’onesto Tronchetti. Di fronte a questa storia lo scandalo Sifar � una pugnetta�.

                      Insomma, � la rivincita: � la guerre comme � la guerre. Una valutazione che fanno pure in un centro-destra diviso tra l’esigenza di andare avanti nella battaglia storica contro le intercettazioni e la necessit� di non attaccare pi� di tanto un avversario di Prodi come Tronchetti. �La verit� – osserva Fabrizio Cicchitto, uno degli strateghi del Cavaliere – � che sta scoppiando sulla testa di Tronchetti una tempesta che il barometro prevedeva da parecchio tempo. Il punto � perch� scoppia proprio ora che pu� fare comodo a Prodi. Insomma, le solite inchieste a orologeria�.

                        Ovviamente su questa strada le congetture si fanno innumerevoli. C’� chi interpreta ora le dimissioni di Tronchetti e la nomina di Guido Rossi come un atto richiesto dai magistrati per evitare al patron di Telecom l’arresto: �Del resto non � la prima volta – osserva il deputato piemontese di Forza Italia, Osvaldo Napoli – che il rito ambrosiano porta l’avvocato Guido Rossi alla testa di un grande gruppo�. E chi, invece, insinua che Prodi abbia usato nella trattativa finita male con Tronchetti anche lo scandalo sulle intercettazioni. �Perch� Prodi – chiede Francesco Storace, un altro che per le intercettazioni ha passato i suoi guai – si � scontrato con Tronchetti su un piano industriale dettato da Palazzo Chigi (piano Rovati, ndr), e non sullo scandalo delle intercettazioni di cui era formalmente a conoscenza dall’11 luglio di quest’anno?�.

                          In fondo la scorsa settimana, proprio nelle fasi pi� cruente dello scontro con Tronchetti, il Professore qualche ironia sull’onest� del patron di Telecom l’ha fatta. Basta leggersi le cronache. Eppoi c’� quel suo fiuto per gli affari: ora il premier � pronto ad imporre a Di Pietro il via libera per l’arrivo degli spagnoli in Autostrade, se gli azionisti di Barcellona apriranno le porte all’Enel in una loro societ� energetica, �Gas Natural�.

                            Tante speculazioni fanno fiorire interi romanzi di dietrologia. �Noi siamo per delle regole rigide sulle intercettazioni e per colpire chi usa quelle illegali – spiega un altro azzurro, Maurizio Lupi – per� faccio una constatazione: pi� di un anno fa delle intercettazioni mandarono in vacca la scalata dell’Unipol su Bnl e quella dei “furbetti del Quartierino” sulla Banca Popolare di Lodi, cio� tutte operazioni osteggiate da Prodi; oggi sul gruppo di ascolto clandestino di Telecom, cio� su altre intercettazioni, rischia di scivolare Tronchetti, un altro nemico di Prodi. Speriamo che siano solo cattivi pensieri�. �E pensare se non ricordo male che proprio il povero Stefano Ricucci – rammenta ancora Napoli – in un’intercettazione disse una delle sue proprio sul patron di Telecom: “Sono tutti capaci di avere successo con i debiti come Tronchetti – disse all’incirca – � come fare il gay con il cu… degli altri”. Forse Tronchetti l’avr� sentita in diretta�.