“Telecom” I segreti del Grande Orecchio

26/09/2006

    marted� 26 settembre 2006

    Pagina 6 – Economia

      I segreti del Grande Orecchio
      tra veleni, rivalit� e bugie

        Dagli interrogatori emerge un�enorme rete di controlli

          CRISTINA ZAGARIA

            MILANO – � cominciato tutto dalla segnalazione di un cittadino, un �signor X�, che ha denunciato alla Telecom che sua moglie aveva ricevuto a casa un plico anonimo con i tabulati del cellulare del marito. Da una relazione matrimoniale in crisi � scattata l�indagine interna a Telecom che ha portato alla scoperta di un mega apparato clandestino di controllo, intercettazione ed elaborazione dati. E poi a catena � gemmata l�inchiesta della procura di Milano sugli �spioni�, che rivela anche segreti, bugie e cordate all�interno della rete del �grande orecchio�.

            Dopo la denuncia del cittadino, il responsabile dell�Information securtity di Telecom avvia un�inchiesta interna e scopre non solo l�esistenza di almeno cinque macchine o software che spiano senza poter essere spiate, ma anche che furono "taciute" nella relazione al Garante della privacy.

            �Mi resi conto che tra i sistemi celati al Garante – dice Fabio Ghioni ai pm il 10 luglio scorso – vi erano Radar e Magistratura, denominato anche Circe, oltre a tre altri sistemi. In particolare posso dire che al Garante non vennero forniti Radar e Magistratura (che con un certo tipo di utenza permette di acquisire tabulati senza inserire il numero di decreto dell�autorit� giudiziaria) e gli altri tre sistemi che permettono l�acquisizione delle informazioni senza tracciamento della richiesta�.

            Ghioni, proprio all�inizio del suo interrogatorio, ci tiene a specificare che pur essendo gerarchicamente sottoposto a Giuliano Tavaroli non � �mai stato un suo amico, che anzi nel 2003-2004 ha cercato di farmi licenziare� e di seguito elenca i numerosi scontri con il suo ex capo. A sostegno della sua tesi Ghioni mostra ai pm il rapporto del 27 maggio 2006 e la versione preliminare del rapporto (allegati 26 e 27) e l�appendice del rapporto del 6 giugno 2006 (protocollo Telecom 45/06) con l�elenco di dipendenti e consulenti Telecom abilitati a Radar. Ghioni, ex dipendente Telecom e dallo scorso maggio al servizio della Internal Auditing (che fa capo a Telecom Italia) solleva cos� il velo su un complicato sistema di �spionaggio� interno ed esterno.

            Nel suo verbale tornano i nomi di Giuliano Tavaroli (arrestato mercoled� scorso), di Adamo Bove (che si � suicidato quest�estate a Napoli), Armando Focaroli (che avrebbe detto che Tavaroli riferiva solo a Tronchetti Provera), nomi e personaggi che hanno segnato l�era Telecom, che va dal 1997 ad oggi, un�era di veleni, cordate interne, silenzi e come le definisce la procura di Milano �operazioni opache�. Sempre Fabio Ghioni in un secondo interrogatorio, assistito dal suo avvocato, rivela ai magistrati Fabio Napoleone, Nicola Piacente e Stefano Civardi, che in Telecom esisteva anche un altro grande "orecchio" segreto: �La struttura S2OC, che poteva rilevare e controllare qualsiasi cosa senza subire a sua volta alcun controllo�. La control room si trovava prima a Roma in via di Val Canuta ed attualmente a Milano, in via Tacito.

            �� potenzialmente una struttura capace di fare qualsiasi cosa, anche intercettazioni vocali, poich� pu� entrare in tutti i sistemi, gestirli ed eventualmente dirottare le conversazioni su utenze loro in uso, con la possibilit� di cancellarne la traccia�. Ghioni racconta di un�attivit� di "penetration test", dopo la quale scopr� che �furono numerosissimi gli accessi abusivi� e che �all�interno di Telecom se ne accorsero soltanto perch� il sistema aveva subito un rallentamento�. Ghioni parla anche di una denuncia proprio alla procura di Milano di un dipendente a cui era stato chiesto di �effettuare intercettazioni sulla posta elettronica del personale Pirelli�. Nella stessa denuncia si parlerebbe di �operazioni sospette sugli hard disk�.

            �Ricordo che un paio di anni fa, a Roma, nel corso di una riunione della Security a cui eravamo presenti io, Adamo Bove e Giuliano Tavaroli – continua Ghioni nel secondo interrogatorio – , quest�ultimo disse a Bove di segnare i telefoni del presidente Tronchetti, Carlo Buora e Marco De Benedetti. Il segnare il numero di un�utenza comportava l�avvertimento in tempo reale nell�eventualit� in cui il telefono fosse intercettato dall�autorit� giudiziaria. La circostanza dest� la mia curiosit� in quanto sapevo della possibilit� di segnare i telefoni dalla centrale ma non che potesse farlo Bove dal suo ufficio�.

            Anche l�investigatore privato Marco Bernardini parla di intercettazioni abusive. Nell�interrogatorio del 22 agosto scorso dice al pubblico ministero di �aver appreso dell�esistenza di intercettazioni abusive effettuate presso Telecom nel periodo precedente la gestione Tavaroli, in quanto quest�ultimo mi incaric� nello specifico, di effettuare delle verifiche perch� gli risultava che i Servizi attraverso Telecom ascoltassero e controllassero tutti. Lungo Omissis. Mi risulta che anche Tavaroli sia stata offerta una somma di denaro per effettuare intercettazioni abusive… omissis… offerta rifiutata…�.

              Nuovi particolari nell�inchiesta milanese sulla raccolta abusiva di informazioni, inchiesta che mercoled� scorso ha portato all�arresto di una ventina di persone. Ieri il gip di Milano, Paola Belsito, ha scarcerato tre persone. Scarcerazioni, ispettori del Ministero (che arriveranno in procura a Milano in settimana) e nuovi interrogatori. Oggi i pm cominceranno la nuova tornata di interrogatori: il primo sar� Marcello Gualtieri, il commercialista di Cipriani.