“Telecom” I conti segreti dei manager Pirelli

25/09/2006
    sabato 23 settembre 2006

    Pagina 7 – Interni

      Con Tronchetti e Buora spunta anche il nome di Puri Negri, cui sarebbero stati accreditati titoli dell�Unim prima dell�Opa

        I conti segreti dei manager Pirelli

          Nei depositi personali all�estero solo le operazioni che davano profitti
          L�inchiesta nasce da un tentativo di estorsione ai danni dell�ex presidente Telecom
          Secondo i pm tutte le perdite venivano scaricate sui bilanci dell�azienda

            WALTER GALBIATI
            ETTORE LIVINI

              MILANO – Nella bufera Telecom spunta anche il giallo dei conti cifrati esteri dei vertici di Pirelli. Uno aperto alla banca del Gottardo di Montecarlo su cui sarebbero finiti titoli della Unim prima del lancio dell�Opa (settembre �99) da parte della Pirelli sul gruppo immobiliare. Operazione – scrivono i pm – �riconducibile a Carlo Puri Negri, socio di Marco Tronchetti Provera e ad di Pirelli Real Estate�. Ma soprattutto tre altri depositi attivi nel principato gi� prima del 2000, battezzati con i nomi in codice di Olmo (riconducibile per i pm �a Carlo Buora, direttore finanziario della Bicocca e Bernard Huppert, responsabile della finanza estera�), Oro (�di cui � risultato beneficiario Marco Tronchetti Provera�) e Berenike. Conti sui cui confluivano i compensi ricevuti per i propri incarichi professionali in Pirelli, spiegano fonti vicine al gruppo. Conti, per�, gi� oggetto di un rapporto della Commissione bancaria francese del 2000 per una loro curiosa peculiarit�: su questi depositi "personali", stando alla ricostruzione dell�autorit� giudiziaria, finivano tutte le plusvalenze generate da operazioni di Borsa ordinate �ogni mattina� dalla finanza estera della Pirelli e chiuse con un guadagno. Mentre le transazioni in perdita �venivano imputate solitamente al conto della Pirelli Luxembourg�, filiale nel Granducato della Bicocca, l�unico conto a non avere il nome in codice.

              Questa strana rete di operazioni spunta nell�inchiesta su Tavaroli & C. con il soprannome di "Fascicolo Garden" nell�ambito di una storia di ricatti ai danni dei vertici dell�ex-monopolio. Telecom-Pirelli prima (nel 2003) ha affidato un�indagine "interna" alla sua sezione security, oggi nell�occhio del ciclone. Poi tre anni pi� tardi (lo scorso 12 luglio) ha denunciato il tentativo di estorsione legato a questi conti alla magistratura di Milano. Un�azione che il gruppo non avrebbe mai fatto, se non nella sicurezza di non avere mai compiuto reati.

              La genesi. Il caso esplode (perlomeno ai piani alti dell�ex-monopolio) nel 2003. Quando sulla e-mail della presidenza del gruppo � arrivato un messaggio anonimo dal contenuto sconcertante. Lo sconosciuto autore della missiva elettronica – scrivono i pm – diceva di avere in corso un contenzioso con la Banca del Gottardo che avrebbe �dissolto 10 milioni del suo patrimonio�. E spiegava di aver preso visione �dei rilievi mossi dalla Banca di Francia nel suo rapporto sulle operazioni tra Pirelli e l�istituto�. Detto questo, precisava senza troppi giri di parole la sua richiesta: un intervento della Bicocca presso i vertici della banca �per indurli ad accogliere le sue richieste�, minacciando altrimenti di parlare �di Olmo e Berenike�.

              Sul caso si sono messi subito a lavorare Tavaroli e Cipriani. Loro sono riusciti �grazie anche alla complicit� di pubblici ufficiali� ad individuare in breve l�autore del messaggio anonimo, un dipendente della filiale monegasca della banca del Gottardo. I pm invece, grazie al loro lavoro e a qualche interrogatorio, hanno ricostruito nei dettagli la strana operativit� dei fortunati conti in codice.

              I tre conti. Su Olmo, Oro, Berenike, oltre che su altri conti cifrati �verosimilmente sempre della Pirelli e della dirigenza della Gottardo�, scrivono i pm, il "ricattatore" e altri suoi colleghi hanno effettuato numerose operazioni di acquisto e vendita di titoli. La modalit� era, per cos� dire, a colpo sicuro. La giornata azionaria iniziava e si chiudeva sempre allo stesso modo. Alla mattina Huppert chiamava dagli uffici della finanza estera del gruppo e diceva quali titoli comprare e quali vendere. Alla sera con una seconda telefonata indicava su quali conti addebitare le operazioni. �Se alla data della contabilizzazione i titoli acquistati presentavano plusvalenze – scrive il Pm – la transazione veniva imputata sul conto Berenike ovvero sui conti personali del management Pirelli, Olmo e Oro�. Se le speculazioni andavano male, non c�era problema: �Laddove si presentavano minusvalenze – conclude l�autorit� giudiziaria – l�operazione veniva imputata a Pirelli Luxembourg�. In caso di errori manuali di attribuzione le operazioni venivano riordinate con "correzioni" a mano sugli ordini. Anomali puntualmente rilevate nel rapporto della Banca di Francia e giustificate come "errori" dall�istituto monegasco.

              L�Opa Unim. Un altro strano caso finito nel fascicolo Garden � quello relativo all�Opa Unim. �Pirelli – scrivono i pm – ha acquistato tramite funzionari della Banca del Gottardo azioni Unim prima di lanciare l�Opa sulla societ�. L�offerta di Pirelli � arrivata poi a fine settembre �99 a un prezzo superiore del 12% alla media dei corsi azionari dei tre mesi precedenti. La consegna dei titoli era avvenuta tramite la sede di Lugano dell�istituto del principato e l�intera transazione – sottolineano i magistrati – �� riconducibile a Carlo Puri Negri�. La triangolazione, a dire il vero, aveva gi� sollevato l�attenzione della Consob. L�autorit� di sorveglianza della Borsa aveva aperto un fascicolo chiedendo informazioni sul caso alla Bicocca. E poi, come spesso fa in questi casi, ha girato i risultati della sua indagine alla magistratura nel 2001. Che per� avrebbe poi archiviato il caso.

                La conclusione. Arrivata l�e-mail anonima, Buora stesso ha preso contatti con la Banca del Gottardo, chiedendo spiegazioni sul rapporto della Banca di Francia. E la Pirelli ha poi spedito una lettera alla sede di Lugano della banca in cui affermava che �qualsiasi indagine scaturente dal rapporto coinvolgesse Pirelli, legittimava la Bicocca a chiedere un risarcimento per danno l�immagine. Anche se la denuncia per estorsione � arrivata solo due mesi fa. �L�esistenza presso la Gottardo di conti riferibili a Pirelli e al suo direttore finanziario – conclude il pm – nonch� l�andamento degli stessi, risulta anche nel rapporto d�ispezione della Banca di Francia�.