“Telecom” I cavi, un tesoro lungo 100 milioni di km

10/04/2007
    domenica 8 aprile 2007

      Pagina 4 – Economia

        La rete Telecom

          I cavi, un tesoro lungo 100 milioni di km

            Infrastruttura strategica per il Paese, ma la vera sfida è sulla banda larga

              La grande ragnatela di rame
              al centro della partita tra
              governo, mercato e garante

              Il modello inglese: British
              Telecom ha affidato la gestione
              a un´altra società

              ALDO FONTANAROSA

              ROMA – Sotto le nostre case, sotto le nostre strade, corre la ragnatela di Telecom, qua e là imperfetta o sfilacciata, eppure preziosa. La rete di cavi, spina dorsale dell´azienda, è insieme lunghissima e corta. I cavi in rame, quelli che trasportano la voce quando telefoniamo, arrivano ovunque. Nel suo ultimo bilancio, l´azienda dice di averne 105 milioni di chilometri (incluse le duplicazioni). Un gomitolo infinito. Molto più breve è la rete nuova, in fibre ottiche, che ci collega a Internet ad alta velocità: corre per 3,7 milioni di chilometri (incluse le duplicazioni). Bruxelles calcola che la rete veloce raggiunge 13,6 italiani ogni 100. Il risultato – cui concorrono le reti di aziende come Fastweb e Infostrada – è inferiore alla media europea.

              Decisi a prendersi Telecom attraverso Olimpia, la At&t e l´America Mòvil comprerebbero anche questa immensa ragnatela di cavi in rame e fibre ottiche, che diventerebbe statunitense e messicana. L´eventualità allarma ministri come Bersani, Di Pietro e Gentiloni; e anche Prodi che lavora ad un altro finale della storia. La sua idea è di affidare la Grande Rete ad una «società di garanzia», non pubblica, che avrebbe 3 missioni. Limitare lo strapotere del compratore di Telecom, se straniero; favorire la concorrenza; e aumentare le fibre ottiche in chilometri e qualità.

              Le strategie della politica, così, vanno a incrociare il lavoro della nostra Autorità di garanzia. Da sei mesi, prima ancora che la crisi di Telecom si acuisse, l´Autorità lavora a un progetto delicato: separare l´azienda di Tronchetti Provera dalla sua rete. Un po´ come ha fatto BT (ex British Telecom) con la sua rete inglese. A Londra tutto parte a giugno 2005. Da anni le nuove società inglesi di telefonia, prive di rete propria, noleggiano la rete di BT per offrire servizi ai loro clienti. Queste società, è ovvio, vogliono sfidare BT ad armi pari e chiedono prezzi onesti per il nolo. L´Autorità britannica di garanzia si schiera dalla parte delle società concorrenti e costringe BT ad un preciso pacchetto di undertaking, di impegni. BT ne accetta uno pesante. Crea una divisione autonoma, la ribattezza Openreache e le affida la gestione della rete. Openreache ha 30.000 dipendenti, una sede separata (a Coventry) e deve operare in autonomia. In altre parole tratterà la casa madre BT allo stesso modo delle aziende concorrenti. Quindi praticherà prezzi e condizioni identici per l´uso della rete, che diventa patrimonio comune del Paese. Non solo.

              Openreach facilita un altro processo, ancora più importante del nolo a prezzi equi. Deve permettere alle società concorrenti di mandare i loro operai dentro le centraline telefoniche di BT. Le società concorrenti potranno collegare un cavo di loro proprietà e portarlo dentro le case degli inglesi. Questo cavo è il famoso "ultimo miglio". La soluzione, si sa, è dirompente: quel cliente apparterrà alla società concorrente in modo totale e non avrà più alcun rapporto con BT, neanche indiretto. La concorrenza sembra beneficiarne. L´8 novembre 2006, l´Autorità britannica annuncia che un milione di persone si è ormai staccata da BT in modo definitivo. Anche i prezzi calano. Un pacchetto di servizi telefonici di base costava 76 sterline nel 2005 contro le 80 del 2004. Di sconti così regolari e drastici avrebbe bisogno anche la famiglia o l´azienda italiana, ad esempio per gli abbonamenti a Internet. Ma ora la questione in ballo è anche un´altra. Separare Telecom dalla sua rete costituirebbe una risposta e un argine legittimo al nuovo compratore, chiunque esso sia.