“Telecom” Gli indipendenti: non si vende

25/09/2006
    sabato 23 settembre 2003

    Pagina 6 – Primo Piano

    LE STRATEGIE – SI ATTENDE DI VEDERE SE IL NUOVO CORSO PROSEGUIRA’ NELLA DIREZIONE INDICATA ALL’INIZIO DI SETTEMBRE

      Gli indipendenti: non si vende, niente advisor

        MILANO
        �Non abbiamo nominato alcun advisor, perch� sarebbe stato un segnale che stiamo vendendo. E invece va chiarito che qui non si vende niente�. I consiglieri indipendenti di Telecom Italia, come si capisce dalle parole di uno di loro, nella riunione di ieri hanno scelto la linea del �wait and see�, attendere e vedere. E scelgono l’estrema prudenza in un momento in cui Telecom Italia potrebbe addirittura ripensare le strategie appena formulate dal consiglio d’amministrazione quando alla guida c’era ancora Marco Tronchetti Provera.

          L’attesa nomina di un consulente, di una banca d’affari insomma che avrebbe dovuto valutare le basi strategiche della separazione degli asset dalla �casa madre�, vale a dire di Tim e della Rete, non c’� stata. �Il momento era sbagliato�, conferma un altro consigliere presente alla riunione, e prima di prendere decisioni i partecipanti hanno preferito attendere in primo luogo un incontro con il nuovo presidente di Telecom, Guido Rossi, quindi con gli altri top manager della societ�. L’intenzione � quella di capire se Rossi intender� proseguire sulla strada tracciata da Tronchetti, oppure ripensare il tutto.

            Come prima mossa, i consiglieri attendono che Rossi risolva le questioni di carattere regolamentare: si � appena aperto un negoziato con l’authority per la Comunicazioni per un esame della societarizzazione della Rete e dell’unit� di telefonia mobile e comunque del nuovo assetto da dare a Telecom Italia. Ma i tempi dovrebbero essere lunghi. Anche per questo – � sostanzialmente il ragionamento dei consiglieri – � inutile prendere decisioni drastiche come la nomina di un advisor: British Telecom per scorporare la propria rete ha impiegato, ad esempio, un anno e mezzo. Se Telecom procedesse sulla stessa via � difficile pensare che possa fare pi� in fretta degli inglesi.

              Sar� quindi un chiarimento tra Rossi, con la sua strategia, e i consiglieri a sbrogliare la matassa. Per ora il nuovo presidente ha incassato un attestato di fiducia dagli indipendenti, forse anche sulle voci di una possibile correzione (ad esempio Tim sarebbe scorporata solo in caso di vendita, e questa non sarebbe per ora tra le priorit�) delle linee guida della societ�. Alla finestra restano anche le eventuali cordate interessate a Tim; quella organizzata da Mario Resca, con un gruppo di fondi di private equity americani e quella che vede protagonista Carlyle, fondo guidato in Italia da Marco De Benedetti, ex numero uno di Tim.

                In Borsa, nel frattempo, la seduta � stata dominata dalle notizie sulla visita della Guardia di Finanza nella sede del gruppo. Ma le vendite sono piombate anche sull’incertezza �strategica� di queste ore. Fin dalla mattinata ha pesato anche l’attesa delle decisioni dei consiglieri, trascinando in profondo rosso sia i titoli del gruppo, sia le azioni della catena di controllo a monte. Fatto sta che Telecom ha chiuso le contrattazioni con un -2,01% a 2,19 euro, le risparmio hanno capitolato con la stessa intensit� (-2,01%) a 1,89 euro. A monte Pirelli ha chiuso a -3,34% a 0,68 euro; pi� su nella catena, Camfin ha perso il 3,22% a 1,5 euro.

                [f.spi.]