“Telecom” Gentiloni in aula stopperà il partito Iri

21/09/2006
    gioved� 21 settembre 2006

    Pagina 6 – Primo Piano

      IL TITOLARE DELLE COMUNICAZIONI OGGI L’INTERVENTO A PALAZZO MADAMA

        E Gentiloni in aula
        stopper� il partito Iri

          Il ministro non accenner� al caso Rovati

            ROMA
            Oggi al Senato Paolo Gentiloni non far� cenno al �caso Rovati�. Il ministro delle Comunicazioni dir� che le decisioni di Telecom non coincidono con quelle esposte da Tronchetti Provera a Prodi. Sorvoler� sulle polemiche che hanno incendiato in questi giorni il confronto tra maggioranza e opposizione. Tanto pi� sui malumori che nell’Unione sono affiorati nei confronti del presidente del Consiglio Prodi a proposito della sua iniziale indisponibilit� a venire in Parlamento. Malumori che sono emersi l’altro giorno in un incontro tra Francesco Rutelli e i ministri della Margherita Gentiloni, e nell’assemblea di ieri dei senatori dell’Ulivo. A quest’ultima riunione Gentiloni ha anticipato il discorso di stamane a Palazzo Madama, sostenendo che non � pensabile un intervento dello Stato sulla rete della telefonia fissa.

              La linea che Gentiloni esporr� conferma il non interventismo del governo nelle decisioni strategiche delle aziende private. Con la consapevolezza per� che le reti di Tlc sono un asset importante del Paese sul cui destino il governo non pu� voltarsi dall’altra parte. Per il ministro uno scorporo della rete mobile potrebbe avere riflessi positivi per un pi� completo processo di liberalizzazioni delle telecomunicazioni, sulla falsariga di altri Paesi come la Gran Bretagna. Ma la rete fissa dovr� rimanere nelle mani di Telecom. Un’azienda che secondo il ministro � s� oberata dai debiti, quindi in grande difficolt� finanziaria. Ma non � in crisi dal punto industriale: anzi � sana, fa utile e distribuisce dividendi, detiene ancora una delle pi� alte quote di mercato. La preoccupazione � semmai che la logica finanziaria prevalga su quella industriale. Con la conseguenza che l’Italia perderebbe la nazionalit� della telefonia mobile in caso di vendita a mani straniere. Sarebbe un paradosso per un Paese che ha 70 milioni di utenti e soluzioni industriali all’avanguardia. Ma Gentiloni ha spiegato che non ci sono armi normative per impedire un’eventualit� del genere.

                Il ministro rivendicher� la posizione del governo che � coerente con il programma dell’Unione che non prevede, appunto, un’intervento diretto dello Stato nell’economia. Ma solo un forte ruolo di regolatore del sistema economico a tutela generale del Paese. Per il resto la decisione assunta da Telecom, anche se legittima, non coincide con quella riferita da Tronchetti Provera a Prodi. Gentiloni considera strumentali le posizione della Cdl che piega a logiche di mera contrapposizione politica una vicenda che andrebbe trattata con maggiore senso dello Stato.

                  Alla riunione dei senatori dell’Ulivo sono state espresse molte critiche per come Prodi ha gestito la vicenda. La stessa capogruppo Anna Finocchiaro ha ammesso che la maggioranza si � trovata spiazzata: �Ci siamo trovati in difficolt�, non perch� qualcuno abbia dubitato da quanto detto da Prodi, ma perch� alcuni passaggi sono stati sofferti�. Sono gli stessi malumori e perplessit� che hanno sottolineato i ministri della Margherita con Rutelli. La critica principale, di fronte al piano Rovati, riguardava l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti. E’ stato detto in casa Margherita che bisognava mettere paletti alla logica statalista e non far passare la posizione della sinistra radicale. Su questa impostazione di fondo � d’accordo Piero Fassino. Rimane il fatto che Prodi verr� accolto al suo rientro da New York con una certa freddezza.