“Telecom” Epifani: «Un colpo di teatro che lascia irrisolti i problemi»

18/09/2006
    sabato 16 settembre 2006

    Pagina 3 – Economia/Oggi

    Epifani: �Un colpo di teatro che lascia irrisolti tutti i problemi dell’azienda�

      Il leader della Cgil preoccupato �per il futuro di decine di migliaia di lavoratori�. A fine mese i dipendenti scenderanno in sciopero

        �Un colpo di teatro� per scrivere �la pagina finale di un lungo declino�. � duro il commento del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, alle dimissioni di Tronchetti Provera dalla presidenza di Telecom: la scelta di abbandonare la poltrona di vertice dell’azienda, infatti, �lascia del tutto irrisolti i nodi finanziari e industriali del gruppo� e si limita alla �distinzione tra le sue funzioni di azionista e quelle di gestore�.

        L’ispiratore dell’annunciato scorporo di Tim ha fatto un passo indietro, ma � troppo poco e troppo presto per allentare i timori del sindacato sul futuro dell’azienda di telecomunicazioni e �sulle decine di migliaia di posti di lavoro, non solo diretti ma anche indotti� che ad essa sono legati.La preoccupazione del segretario generale della Cgil – ieri alla Festa dell’Unit� di Milano, a dibattito col ministro Bersani – riguarda anche l’immagine del gruppo all’estero: �Penso alla credibilit� internazionale di una grande azienda al centro del sistema economico del nostro Paese: comunque la si veda � una pagina molto nera�. Tanto pi� che l’uscita di scena di Tronchetti �� ancora tutta da dimostrare. Per ora ha solo distinto le funzioni di azionista da quelle di gestore. � presto per dire che questo cambia qualcosa�.

        Guglielmo Epifani non entra invece nel merito dello scontro consumatosi tra i vertici Telecom e il governo Prodi: �L’opinione pubblica e il sindacato vogliono che sia fatta chiarezza sulla vicenda, ma in questo modo – puntualizza il segretario generale della Cgil – si � spostata l’attenzione dai problemi del gruppo Telecom alle cose vere o presunte accadute intorno a Palazzo Chigi. Come sindacato siamo interessati soprattutto al futuro della pi� grande azienda italiana di telecomunicazioni e alle migliaia di posti di lavoro che essa comporta�.

        Un futuro che ora sembra compromesso �dall’abbassamento della politica degli investimenti e dall’innalzamento progressivo dei debiti del gruppo�. Il leader sindacale non esita a definire la situazione attuale �un punto di non ritorno� e a criticare il management aziendale per �le strategie degli anni scorsi che, evidentemente, non hanno dato i risultati sperati. Altrimenti non si spiegherebbe l’improvvisa inversione rispetto a pochi mesi fa, quando la parola d’ordine era integrazione�.

        Resta comunque intatta la sorpresa per l’annuncio dell’operazione: �Per noi � stata una novit� inattesa, solo a fine luglio l’azienda ci aveva assicurato che nulla sarebbe cambiato�. Cos� come permane l’amarezza per il declino del gruppo: �Tim � stato fin dall’inizio un grande successo, tanto che anni fa avrebbe potuto comprare Vodafone diventando cos� leader mondiale. Allora sbagli� l’Iri a non lanciare l’opa, ma oggi si rischia di frammentare e di vendere�. E se i contorni dell’operazione di scorporo restano avvolti nell’incertezza, l’opposizione delle organizzazioni dei lavoratori � un punto fermo su cui contare. �Per quel che sta a noi – il segretario generale della Cgil – non consentiremo in alcun modo di procedere allo smembramento e alla vendita di un’azienda che costituisce un patrimonio per tutto il Paese. A fine mese ci sar� uno sciopero di tutti i dipendenti Telecom�.

        l. v.