Telecom congela i licenziamenti. Lotta contro il tempo per trattare

15/07/2010

Telecom ritira le procedure di messa in mobilità e licenziamento di 3.700 lavoratori, partite la scorsa settimana (proprio nel giorno dello sciopero nazionale contro il piano industriale dell’ad Franco Bernabè e dei suoi tagli al personale). Fino al 30 luglio le parti tratteranno. È questo l’esito del tavolo che si è svolto ieri tra Telecom, sindacati e governo, presente Maurizio Sacconi, ministro al Welfare. La decisione è stata presa, ha spiegato Bernabè, «a fronte della disponibilità del governo a trovare gli strumenti per attenuare l’impatto sociale delle procedure e la disponibilità del sindacato ad avviare il negoziato da concludere entro 15 giorni». Bernabè ha aggiunto: «Un accordo soddisfacente per tutte le parti», e si è dichiarato «ottimista» sul raggiungimento di un’intesa. La Cgil, invece, resta scettica: «Non so se in 15 giorni risolveremo problemi fermi da due anni – dice il segretario Slc Cgil Emilio Miceli – Comunque siamo soddisfatti si sia chiarito che si è trattato di una falsa partenza. E qualsiasi intesa dovrà passare dall’esclusione di quei licenziamenti». I 3.700 licenziamenti costituiscono solo una prima tranche di un piano che in totale prevede 6.800 esuberi per il triennale 2010-2012. Con inoltre il rischio, paventato dai sindacati, di vedere 7-8 mila addetti al settore assistenza clienti esternalizzati alla controllata Telecontact. Adesso, come dice Sacconi, la trattativa si apre «senza il vizio di partenza di un atto unilaterale». Durante questi 15 giorni, dice una nota, «il ministro verificherà gli strumenti di protezione del reddito utili ad accompagnare i lavoratori eventualmente riconosciuti in esubero al pensionamento nei termini di legge».