“Telecom” Brutti: «Contro Prodi i metodi della P2»

13/10/2006
    venerd� 13 ottobre 2006

    Pagina 2 – Politica

    �Contro Prodi ancora i metodi della P2�

      Massimo Brutti: �Vicende gravissime, se ne occupi il Copaco. Sconcertante silenzio della politica�

        di Andrea Carugati / Roma

        �� SCONCERTANTE l’indifferenza con cui il mondo politico sta reagendo a questa gravissima vicenda dello spionaggio ai danni di personalit� istituzionali di primo piano come Romano Prodi ed altri. Si pensa forse che tali questioni, e cio� il fatto che ancora una volta la vita politica italiana sia inquinata da metodi piduisti, possano essere delegate solo alla magistratura?�. Massimo Brutti, senatore Ds e vicepresidente del Comitato di controllo sui servizi di sicurezza (Copaco) � inquieto ma determinato: �All’interno della pi� grande azienda di questo Paese, agiva un centro di potere occulto che svolgeva attivit� di spionaggio nei confronti del presidente della Commissione Europea. Possibile che l’intelligence italiana non si sia accorta di nulla? Dov’era il nostro controspionaggio? Perch� il presidente Prodi non � stato mai avvertito? Perch� delle due l’una: o queste indagini venivano svolte per conto del vertice Telecom, oppure la stessa Telecom era truffata da questi signori. E allora la politica, e non solo la magistratura, deve domandarsi: per conto di chi lavoravano? Perch� spiavano l’allora ministro del Lavoro Roberto Maroni e Romano Prodi? Dov’erano i mandanti? Nella politia, nell’economia, negli apparati? � assolutamente necessario saperlo. � una questione di rilievo internazionale: che figura ci fa il nostro Paese davanti all’Europa?

        Dunque senatore Brutti. Come dovrebbe reagire il mondo politico?

          Innanzitutto rendendosi conto che c’� un problema di tenuta istituzionale che va affrontato. In questo meccanismo illecito operavano tre componenti costitutive: funzionari Telecom accusati di svolgere investigazioni clandestine per raccogliere informazioni da utilizzare illecitamente; investigatori privati che acquisivano informazioni riservate o costruivano pseudo-informazioni; pubblici ufficiali infedeli che collaboravano alla medesima attivit�. Una sola delle tre componenti non basterebbe per avere accesso, ad esempio, a banche dati di natura pubblica o che riguardino attivit� economiche dei singoli.

          Resta la domanda: che fare? Una commissione parlamentare d’inchiesta?

            Nella scorsa legislatura le commissioni d’inchiesta sono state una clava per picchiare sulla testa dell’opposizione con insinuazioni e calunnie. � un precedente che squalifica questo strumento istituzionale. Oggi ritengo pi� utile che la procura di Milano trasmetta al Copaco tutti gli elementi di conoscenza che riguardano lo spionaggio ai danni di Prodi e altre personalit� pubbliche. Il Copaco pu� operare subito, senza attendere il varo di nuove commissioni parlamentari: ai primi di novembre si concluder� la prima fase di accertamento e approfondimento sul caso Abu Omar; a quel punto saremo liberi di affrontare questa seconda vicenda inquietante che, a quanto risulta, ha dei collegamenti con la prima. Chiedo subito che il Comitato solleciti l’autorit� giudiziaria affinch� ci trasmetta tutti gli elementi di conoscenza che non comportino pregiudizi per l’indagine in corso. Sar� poi compito del Copaco riferire al Parlamento e investire il governo dell’indagine svolta e dei risultati raggiunti.

            Ritiene che su questa proposta ci sar� anche l’accordo del presidente del Copaco Scajola?

              Il Copaco � la sede pi� adatta per evitare strumentalizzazioni e polemiche effimere: � un organismo presieduto da una personalit� dell’opposizione ed � composto in numero paritario da maggioranza e opposizione. � naturale che le informazioni sullo spionaggio ai danni di Prodi e altri esponenti politici e di governo siano trasmesse al Copaco. Da qui si pu� partire.

              Quale il passo successivo?

                C’� un problema politico. Anche il centrosinistra deve essere consapevole che la necessit� di una bonifica e di un rinnovamento negli apparati di sicurezza � assolutamente prioritaria. Capisco il grande impegno per governare, e che non si tratta di un impegno facile, ma c’� bisogno anche di fare pulizia e di cambiare. Ricordo che la calunnia Telekom Serbia � stata smontata solo grazie al grande impegno e alla rapidit� della procura di Torino. Se la campagna calunniosa fosse continuata senza un accertamento tempestivo della verit�, i danni politici per l’opposizione e il disorientamento dell’opinione pubblica sarebbero stati ben pi� gravi. Il punto � che la vita democratica continua a essere inquinata dai dossier: � il passato che non passa, ancora i metodi della P2. Se � vero poi che il capo dell’agenzia investigativa che realizzava questi dossier, Cipriani, viene dalla scuola di Gelli, o appartiene a quell’ambiente, allora il cerchio si chiude. C’� una continuit� nell’inquinamento e nei metodi illegittimi e incivili volti a manipolare e a distorcere la vita pubblica. Pu� la politica fare finta di nulla di fronte a poteri occulti che colpiscono la democrazia, che puntano a condizionarla e a metterla alle corde?