Telecamere sui ladri o sui dipendenti?

10/02/2003

Corriere Romagna


sabato 8 febbraio 2003
Edizione di: IMOLA
Telecamere sui ladri o sui dipendenti?


IMOLA – Polemica da occhio indiscreto sul posto di lavoro.Le telecamere arrivano nei punti vendita della Mercatone Uno, Mercatone Germanvox di Toscanella compreso, e l’azienda finisce nel mirino del sindacato.E’ la Filcams, la federazione dei lavoratori di commercio turismo e servizi della Cgil che in un agguerrito comunicato diffuso a livello nazionale parla dell’uso “libero e creativo della videosorveglianza”. E accusa la Mercatone Uno di una personalissima interpretazione delle norme in tema di privacy e relazioni sindacali.“I negozi Mercatone Uno – si legge nella nota – iniziano, circa un anno fa, a installare telecamere per la sorveglianza. Su questo c’è una normativa precisa: è prevista l’informazione alla rappresentanza sindacale interna, il materiale interno deve essere ispezionabile alla presenza del rappresentante dei lavoratori, le camere devono essere posizionate in un certo modo cosicché non possano essere utilizzabili per la sorveglianza del personale”.E invece… e invece “nessun avviso e nessun confronto con i rappresentanti sindacali, materiale registrato conservato a Imola, presso la sede centrale in violazione di tutto, anche della privacy, apparecchiature di ripresa non segnalata e dunque nell’impossibilità, per i sindacati interni, di sapere se sorvegliano le merci o i dipendenti”.Insomma, nessuna garanzia che dai monitor sistemati nella torre a pochi passi dall’autostrada invece dei ladri pronti ad entrare in azione si tengano sotto stretto controllo i dipendenti.Si tratterebbe invece di una misura per “tutelare la sicurezza dei lavoratori e il patrimonio aziendale” secondo l’azienda. Presa a seguito, come spiega l’amministratore delegato di Mercatone Uno Ilaro Ghiselli, di “un elevato numero di furti e rapine che hanno fatto emergere la carenza di controlli. Anzi, in più di un’occasione ha consentito di prevenire situazioni pericolose per gli stessi lavoratori. Non viene fatto alcun controllo sui dipendenti e nessun monitor è a disposizione dei direttori o dei responsabili dei singoli stabilimenti. A proposito dell’informazione data ai sindacati è falso che non sono stati sentiti. Le rappresentanze sindacali sono state consultate in maggio-giugno e dove non è stato trovato un accordo è stato chiesto il parere agli ispettorati provinciali del lavoro”.Nessun rischio per la privacy, insiste quindi Ghiselli, perché le telecamere entrano in azione solo dopo l’orario di chiusura e riguardano solo il 15 per cento delle aree interne, in particolare i reparti oro, telefonia hi-fi. Entro la fine di febbraio però ci sarà il passaggio alle telecamere che restano in funzione 24 ore su 24 segnalando però con una spia luminosa la ripresa.Un cambio di programma, quest’ultimo, che ha fatto insorgere il sindacato di categoria. Ed ecco che piovono le proteste, le denunce al ministero del Lavoro. Denunce, come dice Filcams-Cgil, cadute nel vuoto dato che “alle convocazioni del ministero per il confronto con il sindacato Mercatone Uno Services spa non si è mai presentata. Adesso – dichiara il responsabile della Filcams per la vertenza, Gabriele Guglielmi – abbiamo chiesto un incontro con le tre divisioni ministeriali che hanno competenza su questa materia”.

Stefano Salomoni