Tecnodiffusione conquista 210 punti vendita di Vobis

03/05/2001

Il Sole 24 ORE.com

Giovedì 3 maggio 2001 – Pagina 13




    Tecnodiffusione conquista 210 punti vendita di Vobis
    MILANO. Altro rimescolamento di carte nella distribuzione elettronica al dettaglio (retail). Tecnodiffusione, quotata al Nuovo mercato, ha formalizzato ieri l’acquisto delle attività italiane di Vobis per 60 miliardi di lire, dopo lunghe trattative (si veda anche «il Sole-24 Ore» del 10 febbraio scorso).
    Da una parte, quindi continua il piano di acquisizione della società pisana, mentre dall’altro c’è da registrare un’altra puntata per Vobis, la società del gruppo tedesco Metro che era stata acquistata da imprenditori italiani con un management-byout andato in porto anche in seguito alla collaborazione del Mediocredito lombardo.
    Secondo una nota diffusa ieri, dopo l’acquisto di Vobis (la maggior catena europea per la vendita al dettaglio di prodotti e servizi informatici) con 450 punti vendita e una stima di fatturato a fine 2001 di 800 miliardi, Tecnodiffusione diventa il maggior retailer italiano nel settore della "digital technology" e avvia anche il processo di espansione sui mercati europei (soprattutto per quanto riguarda l’hardware).
    «I quattrini incassati – dice Gianmarco Binetti, amministratore del gruppo Vobis – serviranno a proseguire le nostre attività di espansione sugli altri mercatieuropei, a cominciare dalla Russia.
    Sotto l’aspetto tecnico-finanziario l’operazione prevede l’acquisizione del 100% della Holding, Vobis Network, e delle controllate Vobis Microcomputer, che raggruppa le attività italiane di retail, e Vobis Online, la società per le iniziative su Internet e sull’e-commerce.
    Le tre società Vobis nel 2000 hanno regstrato un fatturato complessivo di 206 miliardi di lire con la produzione e vendita di oltre 75mila personal con marchio Highscreen, private label di Vobis. Fra gli asset acquisiti rientra il marchio Vobis con diritto di esclusiva per l’Italia. L’operazione sarà perfezionata rilevando le partecipazioni dirette dei soci, tra cui Banca Intesa, azionista al 27 per cento.
    Il valore dell’acquisizione è di 60 miliardi di lire. Il pagamento avverrà in due tranche: una prima, di 40 miliardi di lire, al "closing" dell’operazione e la seconda, a saldo, tra un anno. A finanziare l’operazione sarà un pool di banche italiane e straniere.
    C’è anche un versante industriale. Il contratto infatti include un accordo commerciale secondo il quale tutto il fabbisogno di personal computer del Gruppo Vobis per gli altri Paesi europei sarà prodotto in esclusiva da Tecnodiffusione. È inoltre prevista un’opzione di acquisto ("call") dell’attività del Gruppo Vobis all’estero che, per adesso, continueranno a essere gestiti dagli attuali soci venditori (opzione esercitabile nell’arco di due anni).
    Bruno Kraft, direttore generale di Tecnodiffusione, sottolinea la «portata storica dell’accordo commerciale tra i marchi Vobis, Strabilia i Microlink. Sull’aspetto industriale a Scarmagno, negli ex stabilimenti Olivetti, si potrà incrementare in maniera significativa la produzione di personal».

    Giovedì 3 maggio 2001

 
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