“Tci 2″ Difesa dell’ambiente: alberghi e Comuni in ritardo

24/01/2005

    domenica 23 gennaio 2005

      sezione: TURISMO – pagina 11

      Pagina a cura di
      Vincenzo Chierchia

      Difesa dell’ambiente, alberghi e Comuni in ritardo
      MILANO • I primi risultati dell’indagine sul campo da parte del Tci non sono positivi e indicano che si dovrà investire parecchio sul fronte ambientale. «La cultura della qualità deve fare ancora molta strada — rileva Cristina Rapisarda Sassoon, responsabile dell’ufficio studi del Touring club —, le imprese • turistiche rappresentano solo poco meno del 3% delle realtà certificate in Italia in campo ambientale». E la gestione e la difesa dell’ambiente rappresentano — secondo il Tci — il cardine del modello di sviluppo del turismo sostenibile.

      Un ruolo chiave, al riguardo, compete alle amministrazioni locali e alle imprese che operano sul territorio. «Abbiamo elaborato un modello operativo — commenta Guido Venturini, direttore generale del Touring club — che tiene conto delle numerose variabili della gestione dell’ambiente e del territorio, così imprese ed enti locali posso partire da un attento esame della realtà locale».
      cQuattro i casi investigati nell’ambito del Libro bianco, due poli rilevanti nel settore turistic come Rimini e Ischia, e due realtà alberghiere delle catene Novotel e Sofitel, facenti parte del gruppo Accor.


      Per quanto riguarda Rimini l’analisi ha messo in evidenza che dal 2000 l’Amministrazione provinciale ha avviato progetti di turismo sostenibile, sviluppando iniziative sul management delle aree costiere. Rimini, poi, sta cercando di riorganizzare l’offerta sui servizi balneari, da un lato, e sul business congressuale dall’altro. Dalla ricognizione del Tci emerge che c’è ancora della strada da fare, intanto, sul fronte della certificazione di qualità e ambientale, e inoltre sulla diffusione di tecnologie che limitino l’impatto ambientale dei flussi turistici (risparmio energetico, gestione rifiuti, verde attrezzato).


      Nell’isola di Ischia sono state censite solo due imprese certificate sui parametri ambientali ed operano entrambe nel campo turistico — rileva il Rapporto — però il comparto sconta il fatto che non vi sono certificazioni relative alla sicurezza del lavoro, alla responsabilità sociale, e all’ecolabel in campo turistico. Riflettori accesi poi sul raddoppio della produzione di rifiuti tra maggio e settembre.


      E veniamo alle imprese alberghiere — l’hotel Sofitel d i Venezia e il Novotel di Milano Est — radiografate dal Tci in base ai parametri del turismo sostenibile. Normativa anticendio e sicurezza sul lavoro sono le preoccupazioni principali dei manager dei due alberghi — rileva l’analisi del Tci — mentre risulta scarsa, nel complesso, la propensione a iniziative di turismo sostenibile. In generale — sottolinea il Libro bianco ilsettore ricettivo italiano denota una scarsa maturità sul fronte dello sviluppo del turismo sostenibile.