“Tci 1″ In Italia prezzi troppo alti e bassa qualità

24/01/2005

    domenica 23 gennaio 2005

      sezione: TURISMO – pagina 11

      Pagina a cura di
      Vincenzo Chierchia

        Competitività / Il Touring club rilancia l’allarme sulla crisi della capacità di attrazione dei flussi di viaggiatori e propone una ricetta fondata sulla sostenibilità

          In Italia prezzi troppo alti e bassa qualità

            Resta limitata e disomogenea l’applicazione della riforma di settore del 2001 da parte delle Regioni

              MILANO • Il Touring club rilancia l’allarme sulla competitività del sistema turistico italiano, oggi al quarto posto nel mondo, dopo essere stato al top negli anni 70. Sotto accusa i prezzi troppo alti rispetto alla qualità dei servizi offerti, i ritardi delle Regioni nella modernizzazione degli strumenti di governance.

              Il Tci ha elaborato un libro bianco sull’industria delle vacanze in Italia (che sarà presentato domani a Milano) nel quale propone una ricetta per lo sviluppo che coniuga sostenibilità, investimenti sull’ambiente, mobilitazione delle realtà locali e delle imprese.

              Il turismo — si legge nel Libro bianco — trova nei fattori di attrattività ambientale, artistica e culturale la leva principale della propria competitività. La sostenibilità turistica rappresenta una straordinaria sfida per una generale riqualificazione dei contesti naturali e urbani che costituiscono la destinazione attuale o potenziale dei flussi turistici nel nostro Paese. Nel contesto italiano — prosegue il rapporto del Tci, elaborato insieme con il Conai — una ripresa solida del turismo dipende fortemente da un impegno a favore di un miglioramento dei livelli di qualità oltre che da una politica equilibrata dei prezzi dei servizi offerti e di difesa dell’ambiente.

              Il Libro bianco del Touring club italiano denuncia quindi che, senza interventi mirati, la competitività della destinazione Italia tenderà a declinare ancora: nei primi 10 mesi 2004 mancano all’appello almeno 6 milioni di turisti stranieri rispetto al 2003.

              Il settore turistico è rilevate per l’Azienda Italia — sottolinea il Rapporto — tant’è che il fatturato collegato ai viaggi si aggira sui 153 miliardi di euro, ossia pari all’11,7% del Prodotto interno lordo. Inoltre, le città d’arte registrano il 25% degli arrivi di turisti in Italia e ciò dimostra — sottolineano i ricercatori del Tci — che l’Italia è percepita come meta culturale anche più del passato, mentre il comparto balneare appare come un segmento ormai maturo. Il Libro bianco denuncia che un pesante colpo di freno alla competitività dell’Italia è venuta dalla dinamica dei prezzi: i costi dei servizi balneari, ad esempio, sono aumentati del 100% in tre anni.

              La tendenza più diffusa — sottolinea il rapporto — nel comparto ricettivo italiano è una politica dei prezzi al rialzo sganciata da azioni di miglioramento della qualità dei servizi offerti, ossia una reazione che evidenzia scarsa efficienza gestionale e una pressochè inesistente visione di lungo periodo.

              Al riguardo la ricetta del Touring club punta su un’oculata politica di contenimento dei prezzi e lo sviluppo di un’attenzione ai temi dell’ambiente, della cultura e della qualità. La diffusione presso le imprese del settore turistico di una cultura gestionale orientata alla sostenibilità può contribuire a migliorare il posizionamento sul mercato.

              Decisivo poi il tema della governance del settore turistico che, in virtù della riforma del Titolo V della Costituzione rientra nella competenza delle Regioni. Il bilancio è però magro, rileva il Rapporto. da un lato non tutte le Regioni hanno provveduto a disciplinare le nuove competenze acquisite in materia turistica (in collegamento peraltro con la nuova legge quadro del 2001). Al tempo stesso — sottolinea il Libro bianco — la mancanza di una sede efficiente di coordinamento centrale ha prodotto applicazioni difformi della nuova disciplina (legge 135 del 2001) accentuando il rischio che le iniziative intraprese da ciascuna Regione conducano a un sistema di offerta turistica disarticolato e frammentato. Anche gli stessi Sistemi turistici locali sono stati recepiti nei modi più svariati, e non mancano le realtà che hanno mantenuto l’assetto organizzativo antecedente alla riforma del 2001.