Tavolo-pensioni entro Pasqua

04/04/2003



            Venerdí 04 Aprile 2003
            ITALIA-POLITICA


            Tavolo-pensioni entro Pasqua


            ROMA – Sicuramente «entro Pasqua» il ministro Roberto Maroni incontrerà i sindacati sulla delega pensioni. Per l’ora "x" della ripresa del confronto occorrerà attendere ancora: forse il tavolo potrebbe essere ufficialmente riavviato alla fine della prossima settimana. Al momento, il titolare del Welfare ha solo fissato al 16 aprile la data in cui vedrà i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil per fare il punto della situazione sui trattamenti previdenziali e sulla richiesta di aggiornamento delle pensioni ai salari, ma non per parlare della delega. Maroni, insomma, sembra non avere fretta, nonostante i sindacati abbiano chiesto già da giorni un incontro in tempi rapidi e abbiano inviato al ministro un documento unitario con le loro proposte. Il leader della Cisl, Savino Pezzotta, si limita ad affermare: «A questo punto prima si fa l’incontro, meglio è». E intanto il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi afferma che il testo della delega è uscito peggiorato dalla Camera e sottolinea che non si deve ragionare solo in una logica finanziaria e di riequilibiro dei conti pubblici» ma anche in quella «di ottimizzazione del l’equilibrio sociale del Paese». Nel corso di un’audizione sulla previdenza alla commissione Lavoro del Senato, Parisi ha detto che la delega deve essere inquadrata in un contesto più ampio che poggia su due pilastri: il primo è il «raggiungimento degli obiettivi di Lisbona» sull’occupazione; il secondo è la «sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico pubblico», nell’ottica di un «riequilibrio all’interno della spesa sociale» in cui, oggi, è «preponderante» quella previdenziale a scapito di quella sanitaria e assistenziale. Quanto all’aspetto dell’occupazione, il direttore generale di Confindustria ha evidenziato il problema del turn over, soprattutto al Nord, con la richiesta da parte delle imprese di tenere al lavoro la manodopera «altamente specializzata», ed ha riferito che «nel Veneto, nei prossimi dieci anni, ci saranno 600mila occupati che mancheranno: questo – ha rimarcato – è un problema grosso». La questione, ha ribadito Parisi, non si può risolvere solo con il sistema di incentivi delineato dalla delega che «non è sufficiente per modificare la propensione al l’utilizzo della pensione d’anzianità» ma bisogna invece pensare, contestualmente, a un «sistema di disincentivi». Inoltre, secondo Parisi, è stato un «errore togliere la novazione del rapporto di lavoro». Per quanto riguarda l’occupazione giovanile, Parisi ha ribadito l’importanza della decontribuzione: «Con la proposta di tre punti in meno di contribuzione, con il Tfr nella previdenza privata, la copertura» previdenziale «arriva tra il 70 e il 95%». Per Confartigianato con la delega quattro sono le priorità da affrontare: la «coerenza» tra la riforma previdenziale per gli "autonomi" e quella per i lavoratori dipendenti; l’evoluzione demografica; la valorizzazione della previdenza integrativa; il riequilibrio della spesa per ammortizzatori. Secondo Confagricoltura la delega «è un primo passo» verso una riforma che riconduca a un livello sostenibile il rapporto tra spesa pensionistica e Pil. L’Ania «trova strano» che la delega escluda il mondo delle assicurazioni. Confcooperative chiede compensazioni per l’uso del Tfr. E proprio l’uso del Tfr per alimentare la previdenza integrativa, anche alla luce dell’esperienza del Regno Unito, è stato al centro di un seminario organizzato a Roma dalla Fondazione Rodolfo Debenedetti.
            MARCO ROGARI