Tasso di disoccupazione all’8,8%

01/07/2004


          sezione: ITALIA-LAVORO
          data: 2004-07-01 – pag: 24
          autore: S.U.
          MERCATO DEL LAVORO • Istat: il dato di aprile in leggero rialzo è legato all’avvio del nuovo metodo di rilevazione
          Tasso di disoccupazione all’8,8%
          Sud sempre in affanno: i senza posto raddoppiano (16,4%) rispetto alla media nazionale
          MILANO • Il tasso di disoccupazione in Italia ad aprile si è attestato all’8,8%. A riferirlo è l’Istat con una stima transitoria prima del passaggio al nuovo tipo di rilevazione sulle forze di lavoro che verrà diffusa il 28 settembre. Il dato da solo segnerebbe il primo rialzo (8,7% la media 2003) della disoccupazione da diversi anni, tuttavia i tecnici dell’istituto di statistica sottolineano che essendo cambiati i parametri di rilevamento non è paragonabile con i valori precedenti. Nella stessa settimana della rilevazione (29 marzo-4 aprile 2004) il tasso di attività degli italiani (occupati più disoccupati rispetto alla popolazione totale) nella classe di età 16-64 anni ha registrato il 61,7%, mentre il tasso di occupati per la stessa fascia era del 56,3%. Al Sud il tasso di disoccupazione raggiunge il 16,4%, contro il 7% del Centro Italia e il 4,6% del Nord. Ad aprile — sottolinea l’Istat — l’incidenza dei lavoratori di sesso maschile sul totale della popolazione dai 15 ai 64 anni era pari al 68,8%, contro il 43,8% per le donne. Il tasso di disoccupazione maschile (6,5%) è di quasi la metà rispetto a quello femminile (12,1%), valore, quest’ultimo, che nell’Italia meridionale raggiunge il 22,6%. Divergenze, spiegano all’Istat, che caratterizzano il mercato del lavoro italiano ormai da diversi anni. I tecnici dell’istituto spiegano anche che il nuovo metodo di indagine comporta dei cambiamenti significativi nelle classificazioni di occupati e disoccupati, resi necessari per allinerasi alle normative internazionali sulle rilevazioni statistiche. L’indagine continuerà a svolgersi attraverso interviste, verranno ad esempio classificati come occupati coloro che nella settimana precedente abbiano svolto almeno un’ora di lavoro dietro compenso, oppure in modo non retribuito se nell’ambito di una ditta familiare. Sui disoccupati, invece, si includeranno solo le persone della fascia di età 15-74 anni (prima non vi erano limiti massimi di età) e solo coloro che dichiarano che inizieranno un lavoro al massimo entro il limite di tre mesi. «La nuova rilevazione sulle forze di lavoro prodotta dall’Istat descrive in termini leggermente migliori il mercato del lavoro italiano», spiega il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi. «Anche se non confrontabili con i precedenti, e quindi non utili a rilevare la loro dinamica — aggiunge Sacconi — questi dati, proprio in quanto più affidabili, descrivono un maggiore impiego delle risorse umane». Dalla rilevazione, osserva ancora Sacconi, «trovano ovviamente conferma le croniche carenze di questo mercato con particolare riguardo al Mezzogiorno e all’occupazione femminile. Ad esse vuole porre rimedio l’ambiziosa riforma recentemente varata i cui istituti e le cui tipologie contrattuali stanno progressivamente diventando operative. Si avvieranno nella seconda parte dell’anno tanto la borsa del lavoro quanto l’anagrafe dei lavoratori».