Tassinari: «Progetto Consorte? Coop Italia non c’è»

16/01/2007
    martedì 16 gennaio 2007

    Pagina 45 – Finanza & Mercati

      Caso Unipol – Parla Tassinari

        «Progetto Consorte? Coop Italia non c’è»

          Silvia Pieraccini
          PISA

          «Escludo nel modo più categorico che ci siano cooperative di consumatori che hanno aderito al progetto di Consorte». Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, il consorzio unico che acquista e distribuisce i prodotti (alimentari e non) dell’intero sistema C0op – e dunque di circa 200 cooperative tra cui le nove (quelle più importanti) che sono azioniste di Unipol attraverso Holmo – spazza via con un avverbio («assolutamente no») l’ipotesi di coinvolgimento nel progetto dell’ex presidente Unipol, Giovanni Consorte, di dar vita a una merchant bank con soldi (200 milioni) e cooperative (in particolare emiliane), denominata Intermedia.

          «Sono assolutamente certo che nessuna delle nostre cooperative di consumatori ha partecipato a quel progetto», ripete Tassinari, a Pisa per dare il via all’importazione di fagiolini dal Burkina Faso, che Coop Italia distribuirà in tutti i punti vendita Coop col marchio TerraEqua. Ma se Tassinari è pronto a chiamare fuori le cooperative di consumatori, ammette che una verifica "di fedeltà" è in corso in casa Holmo. «Stiamo comunque verificando», dice. E non nega che questa vicenda rischi di offuscare l’immagine di Coop: «L’ultima cosa di cui ora abbiamo bisogno – conclude – è tornare a discutere di una questione etica all’interno del mondo cooperativo». Ma non è solo la Lega a chiamarsi fuori dal progetto di Consorte. Sempre eiri ha preso posizione anche Confccoperative che, in una nota ufficiale, «smentisce le voci che la vedrebbero impegnata con una sua presunta partecipazione alla costituzione e al finanziamento di Intermedia».

          Intanto sono state rese note le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Milano il 25 ottobre scorso aveva condannato Consorte, il suo vice Ivano Sacchetti e il finanziere Emilio Gnutti per insider trading a 6 mesi di reclusione e 100 mila euro di multa ciascuno. «Risulta del tutto inverosimile – si legge nelle 27 pagine della motivazione – che la gestione non trasparente dell’operazione sia avvenuta all’insaputa dei vertici societari».