Tasse e «tesoretto»: l’ipoteca della Ue

08/05/2007
    martedì 8 maggio 2007

    Pagina 10 – CAPITALE & LAVORO

      Tasse e «tesoretto»,
      l’ipoteca della Ue

        La crescita dell’economia europea trascina il Pil italiano oltre le previsioni. E Prodi conferma: «ridurremo le tasse alle imprese, a luglio il cuneo»

          Roberto Tesi

          Tutto bene. Anzi, meglio del previsto: la Ue ha rivisto le previsioni di crescita per l’Europa e, non a sorpresa, ha annunciato che il Vecchio continente, è avviato a uno sviluppo accelerato sia quest’anno che il prossimo. E anche per l’Italia, il «Rapporto di primavera» presentato ieri dal commissario Ue Joaquin Almunia prevede una crescita più robusta e un miglioramento dei conti pubblici. Ma fa la solita raccomandazione: tutto il di più (il famoso «tesoretto») deve essere utilizzato per abbattere il debito pubblico. Romano Prodi ha subito incassato le lodi della Ue, ma ha evitato di pronunciarsi sull’uso del tesoretto. Un po’ ambiguamente si è limitato ad affermare: «il governo ha come obiettivo il raggiungimento del «pareggio di bilancio entro fine legislatura» e «una più energica riduzione del rapporto debito/Pil». Il presidente del consiglio ha, invece, confermato che dal 1° luglio sarà ridotto il cuneo fiscale. Ovviamente solo per le imprese.

          Sulla destinazione non è invece d’accordo Paolo Ferrero. Per il ministro della solidarietà sociale la pretesa della Ue è sbagliata e iniqua. Come lui la pensano Gennaro Migliore che chiede un «risarcimento sociale» e Paolo Cento, che chiede di destinare le risorse aggiuntive al risanamento sociale e ambientale.

          Le nuove cifre della Ue indicano con chiarezza che i conti pubblici continuano sulla strada del risanamento e per il 2007 la previsione della Commissione europea sul deficit scende al 2,1% del Pil, dal 2,9% di novembre, mentre quella sul debito pubblico passa al 105%, dal 105,9% dell’autunno. Per il 2008 il deficit (3,1% nelle previsioni di autunno) pare assestarsi sul 2,2%, in linea con quanto indicato dal governo nella trimestrale di cassa. Quest’anno, inoltre, secondo la Commissione, l’avanzo primario si assesterà al 2,7% del Pil. Le previsioni si fondano su una crescita del Pil dell’1,9% nel 2007 e dell’1,7% nel 2008.

          L’esecutivo Ue spiega anche che la previsioni non includono le maggiori entrate inattese nel 2006 e la «piena ed effettiva» attuazione di alcune misure indicate della Finanziaria 2007, in particolare per quanto riguarda le misure contro la lotta all’evasione; ma d’altra parte, dal punto di vista della spesa, Bruxelles ammonisce che «i tagli previsti non sembrano interamente raggiungibili». Quindi la previsione economica non include alcuni tagli previsti, in particolare quelli nella sanità a causa «dell’allentamento di alcune rilevanti misure».

          Passando al tesoretto, nel Rapporto è scritto che «ci sono forti pressioni per redistribuire già nel 2007 parte delle entrate impreviste registrate nel 2006, anche se l’Italia è ancora molto lontana dall’obiettivo di medio termine di un bilancio equilibrato». Di più: si insiste sul principio che «è necessario ridurre il debito molto alto ad un ritmo sostenuto prima dell’impatto sul bilancio dell’invecchiamento della popolazione». Insomma, nel rapporto è indicato chiaramente come la Ue preferirebbe che «il tesoretto» fosse utilizzato esclusivamente per risanare i conti pubblici.

          Ma nel governo non tutti sono d’accordo. Paolo Ferrero giudica la richiesta della Ue «sbagliata e contraddittoria». E spiega: «sbagliata perché la situazione di sofferenza per milioni di persone è tale da rendere assolutamente obbligatoria una politica di redistribuzione del reddito aumentando salari e pensioni medio basse, aprendo un serio intervento sulla casa e sulle non autosufficienze, abolendo l’iniquo scalone sulle pensioni. Contraddittoria perché è del tutto evidente che la crescita dell’economia italiana è sostenuta in primo luogo dall’aumento dei consumi e questi sono diretta conseguenza del potere d’acquisto delle famiglie e cioè delle politiche di redistribuzione del reddito. L’Italia ha una crescita più bassa proprio perché ha stipendi e pensioni troppo basse. Per questo – conclude Ferrero – il tesoretto deve essere utilizzato soprattutto per la spesa sociale».

          D’accordo con Ferrero è il verde Paolo Cento. Per il sottosegretario all’economia «in questo contesto positivo, anche l’utilizzo dell’extragettito fiscale, che deve avvenire in piena autonomia da parte del Governo, deve essere rivolto al risanamento sociale e ambientale del paese. Sui tempi e i modi dell’utilizzo dell’extragettito – conclude Cento – è sempre più urgente una decisione collegiale e politica di tutto l’esecutivo».