Tasse, An e Lega bocciano la riforma Irpef di Berlusconi

08/04/2005
    venerdì 8 aprile 2005

      Pagina 40 – Economia

        Proposta per abbassare il costo del lavoro di 12 miliardi. Maroni: anche il Tesoro è d´accordo
        Tasse, An e Lega bocciano la riforma Irpef di Berlusconi
        "Meglio tagliare l´Irap". Siniscalco: "Problema politico"
        Montezemolo preoccupato: le cifre sull´economia purtroppo parlano da sole

          ROBERTO MANIA

            ROMA – Nella Casa delle libertà solo Forza Italia non rinuncia all´idea di una nuova riduzione dell´Irpef nel 2006. Dopo la débâcle alle regionali gli alleati si stanno via via sfilando per convergere sulla posizione del ministro del Welfare, il leghista Roberto Maroni: dirottare i previsti dodici miliardi al taglio del costo del lavoro o a quello dell´Irap per provare a rilanciare la competitività delle aziende. In sostanza, cambiare la politica fiscale adottata finora tanto più che non ha prodotto il consenso sperato. Per ora resiste solo il partito del premier. «La questione del costo del lavoro – riconosce il consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta – è importante e centrale per rilanciare il sistema produttivo. Si tratta di decidere come intervenire e come finanziare la riduzione. Questo, comunque, non è alternativo al terzo modulo della riforma fiscale che va fatto come prevede il programma».

            La proposta di Maroni, però, non dispiace al ministro dell´Economia, Domenico Siniscalco, che, tuttavia, continua a volersi ritagliare un ruolo tecnico. «La questione – ha spiegato ai suoi collaboratori – è di natura politica. Una decisione dovrà essere trovata entro giugno», quando cioè sarà varato il Dpef. Ma intanto Maroni ha fatto sapere di averne parlato proprio con il responsabile di Via XX settembre, a margine del Consiglio dei ministri di ieri. «Siniscalco – ha detto l´esponente leghista – ha trovato la mia proposta molto interessante e la condivide. Da lui ho avuto un feedback molto positivo». Maroni ha poi aggiunto: «Ridurre il costo del lavoro vuol dire ridurre la pressione fiscale in modo virtuoso. Non soltanto si faciliterebbero le imprese ma anche i lavoratori perché ciò si tradurrebbe in una diminuzione del peso fiscale per loro».

            Sulla scia della Lega, almeno su questo tema, si è messa An. La condivisione del progetto Maroni da parte del ministro e vicepresidente di Via della Scrofa Gianni Alemanno era già trapelata, anche perché ad aprire la discussione era stato proprio uno dei suoi consiglieri economici, il direttore generale dell´Inail Maurizio Castro che è anche uno dei consulenti di Maroni. Ieri è uscito allo scoperto l´esperto fiscale di An Maurizio Leo, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera: la riforma dell´Irpef va rimandata e per la Finanziaria «si deve lavorare sulla nuova Irap, attraverso delle risorse che consentano la deduzione del costo del lavoro». Leo ha finito per auspicare una vera svolta nell´impostazione della politica fiscale perché – ha detto – non ha senso fare un po´ tagli di Irpef e un po´ di tagli di Irap come quest´anno».

            Piuttosto – è la tesi di An – è sulle imprese che vanno concentrate le risorse. Proprio come chiede la Confindustria che con il presidente Luca Cordero di Montezemolo è tornata a esprimere la sua preoccupazione per l´andamento dell´economia: «Purtroppo le cifre parlano da sole». E le ultime cifre della Banca d´Italia parlano di una perdita di competitività del 25 per cento dal 2000.

            Restano scettici i sindacati. In particolare il responsabile economico della Cgil Beniamino Lapadula ha chiesto a Siniscalco di dire «pubblicamente» se è d´accordo con Maroni visto che sarebbe un significativo cambio di linea. In ogni caso – ha aggiunto – si tratta di capire come saranno reperite le risorse dato che per il 2006 il deficit viaggia già al 4,6 per cento.