Tassa sulle pensioni più ricche

30/06/2003

29 GIUGNO 2003

Pagina 8 – Economia
 
SE SALE L´ETÀ PENSIONABILE DA 57 A 62 ANNI
ECONOMIA E POLITICA

Il ministro: contributo da chi ha oltre 10 mila euro al mese.

"Sui pensionamenti anticipati si può cambiare idea"
Tassa sulle pensioni più ricche
prosegue l´affondo sull´anzianità
Maroni conferma il prelievo. Fini: non accetteremo decreti


          ROMA – Si fa strada l´ipotesi di un prelievo sulle pensioni d´oro, mentre prosegue, formalmente, nel governo lo scontro sulle pensioni di anzianità. Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha confermato ieri l´anticipazione di Repubblica: il governo sta pensando a un contributo di solidarietà da parte dei pensionati più ricchi. Maroni ha precisato che la sua proposta coinvolgerebbe coloro che percepiscono una pensione di oltre 10 mila euro al mese. Si tratta, tuttavia, di un tetto un po´ troppo alto per poter incamerare qualcosa di significativo: le pensioni sopra i 5mila euro, infatti, nel 2001 non erano più di 4mila. Maroni, peraltro, non precisa l´entità e la durata del prelievo. Nel 2000 il governo di centrosinistra varò una misura analoga: la tassa era del due per cento per tre anni ma applicata soltanto alla quota superiore ai 142 milioni di lire delle maxi-pensioni. Ricorda infatti Maroni che «non si tratta di introdurre una norma che modifica diritti acquisiti, perché nell´ordinamento questa norma c´è già: l´ha introdotta la sinistra, il prelievo ex post sulle pensioni è già presente».
          Nel frattempo, il ministro – nonostante l´un incontro a cena tra Tremonti e Bossi che ha portato a una sorta di scambio tra tagli all´anzianità e apertura del governo su altri temi come la devolution – continua a insistere che «non ci sarà alcun intervento sull´anzianità». Poi, però, aggiunge: «Questa è la posizione del governo: la delega previdenziale non prevede alcun intervento sulle pensioni di anzianità. Ma si può sempre cambiare opinione, naturalmente». Quasi a fare intendere che l´«opinione» è già cambiata. Maroni, tuttavia, non vuole assumersi da solo questa responsabilità e si aspetta un intervento del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a nome del governo nella sua collegialità. Quanto allo scambio, Maroni replica: «E´ un assurdo. La devoluzione è uno dei quattro punti che hanno dato vita alla Casa della libertà. E tra questi punti non c´erano le pensioni. Dunque non c´è alcuna possibilità di scambio» . In ogni caso il Tesoro va avanti con le sue ipotesi di stop o di disincentivi all´anzianità, tra cui quella elevare da 57 a 62 anni l´età pensionabile a partire dal 2008. Un´idea che ricalca quella proposta qualche giorno da da Giuliano Cazzla e Renato Brunetta.
          Il vicepremier Gianfranco Fini smentisce invece che il governo possa procedere sulle pensioni con un decreto legge: «Inorridisco soltanto all´idea», dice. «Sarebbe un errore madornale – aggiunge Fini – su temi così importanti bisogna ragionare con le parti sociali, sindacati e imprenditori». Secondo Aldo Smolizza, presidente del Civ (Comitato di indirizzo e vigilanza) dell´Inps, ex sindacalista Cisl, «innalzare l´età pensionabile non serve e non ha nessuna giustificazione nei numeri e nella situazione dei conti previdenziali». La prova? Nei primi tre mesi dell´anno l´Inps ha liquidato 198.396 nuove pensioni con un calo del 5,9% sullo stesso periodo del 2002. In particolare, le pensioni di anzianità calano del 7,1%.
          Ma torniamo al contributo di solidarietà. Va controcorrente l´esperto di previdenza Giuliano Cazzola, secondo cui il contributo di solidarietà non andrebbe applicato alle pensioni d´oro, ma direttamente alle pensioni di anzianità. «Il contributo sulle pensioni sopra i 10mila euro – sostiene Cazzola – sarebbe una goccia del mare magnum della previdenza, mentre sarebbe efficace un prelievo sulle pensioni di anzianità: lo 0,5% sulla differenza tra la pensione dell´interessato e l´importo medio dei trattamenti di vecchiaia erogati nel settore di appartenenza».
          (r.d.g.)