Taranto. «Quei licenziamenti vanno tolti»

08/02/2006
    Taranto
    marted� 7 febbraio 2006

    LA VERTENZA

    Gli addetti alle pulizie e al facchinaggio di nuovo sotto la Prefettura
    �Quei licenziamenti vanno tolti�

      I sindacati: i fondi per la Difesa ci sono, ora le aziende cambino linea

      Sabrina Esposito

        Nemmeno le dichiarazioni del Capo di Stato maggiore della Marina, Sergio Biraghi, nonch� del sindaco e del presidente della Provincia di Taranto, sembrano aver sortito effetto sull’Ati (Associazione temporanea di imprese) che si � aggiudicata l’appalto per i servizi di pulizia nelle strutture della Marina. Sebbene infatti risalga alla scorsa settimana la buona notizia della disponibilit� di duecento milioni di euro da destinare al settore Difesa (e di questi parte alla Marina), le imprese dell’Ati non si sono ancora espresse sulla possibilit� di cancellare i licenziamenti scattati dal 1� gennaio 2006. Si tratta di 130 unit� lavorative alle quali non � stato prorogato il contratto proprio a causa della mancanza di risorse finanziarie. Ora che queste sono state trovate grazie all’accoglimento di un emendamento incluso nel cosiddetto decreto �milleproroghe�, i sindacati non si spiegano il silenzio dei vertici aziendali e sottolineano che i lavoratori licenziati sono stati lasciati �in una situazione di incertezza non pi� tollerabile�. E’ questo il motivo per il quale ieri mattina � stato organizzato un nuovo sit-in sotto la Prefettura al quale hanno partecipato anche i lavoratori del facchinaggio, per i quali la Finanziaria ha completamente azzerato le risorse.

        Una delegazione di lavoratori, guidata dai rappresentanti sindacali della Filcams Cgil, Nicola Manganella, e della Uiltrasporti, Bruno Bani, ha chiesto di incontrare il prefetto, Francesco Alecci, che per� ieri era fuori sede. Sono stati cos� ricevuti dal vice prefetto vicario, Carlo Sessa, al quale � stata rappresentata tutta la delusione per l’atteggiamento delle aziende, rimaste in tutta questa vicenda ad attendere assicurazioni circa la maggiore disponibilit� finanziaria e rifiutando qualsiasi ipotesi che fosse finalizzata a garantire ai lavoratori la continuit� occupazionale in attesa di un nuovo impegno da parte del Governo.

        I sindacati hanno chiesto dunque di riaprire il tavolo di confronto con le istituzioni locali, Comune e Provincia, con la Marina (stazione appaltante), con i parlamentari e soprattutto con le aziende per ottenere una formale promessa di ricollocazione al lavoro dei licenziati.

        Quanto al decreto milleproroghe, ormai approvato dal Senato, si attende il voto della Camera che dovrebbe essere quasi una formalit�, dal momento che il Governo pensa di presentare sul punto una mozione di fiducia. Nel frattempo, le organizzazioni sindacali continueranno a non abbassare la guardia e a valutare l’opportunit� di nuove iniziative di protesta nei confronti delle aziende, �insensibili alle esigenze di tante famiglie rimaste senza stipendio da un mese e mezzo�. �Vogliamo il rispetto del contratto collettivo nazionale di lavoro – ha dichiarato Mangarella – e soprattutto vogliamo conoscere tempi e modi di accoglimento delle nostre richieste e certezza di soluzioni�.