Taranto. «Pronti a discutere su Coin ma salviamo i posti di lavoro»

05/05/2005
    mercoledì 4 maggio 2005

    la vertenza Fissato per il 17 l’incontro con l’azienda

      «Pronti a discutere su Coin
      ma salviamo i posti di lavoro»

        Tutti gli scenari sono ipotizzabili sino al prossimo 17 maggio, data in cui i sindacati di categoria incontreranno i vertici aziendali del gruppo Coin, che nei giorni scorsi ha annunciato di «non avere più interesse» a mantenere aperta la filiale di Taranto. Lo dichiara Filippo Turi, della segreteria provinciale Cisl, che quel giorno sarà presente insieme ai colleghi Nicola Mangarella (Filcams Cgil) e Sergio Notorio (Uiltucs/Uil) per difendere il diritto al lavoro dei 52 dipendenti del grande magazzino presente da più di tre decenni nella centralissima via Di Palma. Ieri, intanto, si è tenuta una nuova assemblea dei lavoratori per fare il punto della situazione e decidere quali iniziative intraprendere sino alla data del 17 aprile. Seppure aperti a qualsiasi soluzione di ristrutturazione e riorganizzazione, i sindacati intendono mantenere un punto fermo: la Coin di Taranto deve rimanere aperta. Non è stata riscontrata ad oggi alcuna motivazione valida che possa giustificare un’eventuale chiusura della filiale. La crisi del commercio, sottolinea Turi, va valutata globalmente. Sono circa due anni che i consumi registrano un forte calo. Gli istituti di credito non hanno mostrato alcuna solidarietà con gli operatori del settore e l’economia ne ha sofferto, producendo una serie di effetti a catena anche sui consumatori. Nella peggiore delle ipotesi, se cioè l’azienda non riconsiderasse i propri piani e chiudesse la filiale di Taranto, i 52 dipendenti potrebbero essere collocati in mobilità. Ma è plausibile anche una cessione, dice Turi. In questo caso si dovrebbe comunque vigilare affinché vengano salvaguardate le posizioni retributive di tutti i lavoratori. Il sindacalista ha ricordato che il gruppo intende attuare una politica di ristrutturazione che formalmente risulterebbe ineccepibile. Vorrebbe infatti chiudere, oltre alla filiale di Taranto, una di Roma e una di Milano. Dunque, una filiale per il Sud, una per il Centro e una per il Nord.

        Tuttavia, l’unica città a subire una perdita rilevante sarebbe Taranto poiché a Roma esistono 6 filiali Coin e a Milano 12. In caso di chiusura di una di queste, i lavoratori potrebbero facilmente essere riassorbiti nelle altre. A Taranto, invece, questo non potrebbe avvenire. I segnali non sono dei più incoraggianti se si pensa che già quattro anni fa fu siglato un accordo che prevedeva la mobilità per alcuni lavoratori della filiale di Taranto dopo la riorganizzazione dei reparti ospitati nei tre piani del grande magazzino. Niente di tutto questo è stato mantenuto, accusano i sindacati. Negli ultimi sei mesi, a causa del calo delle vendite, si è anche provveduto ad adibire il primo piano a stock house di articoli distribuiti da Coin. E domani sul caso Coin vertice al Comune promosso dall’assessore al Lavoro, Clara Funiciello.

      Sabrina Esposito