Taranto. N.Mangarella: «Nuove gare per eliminare le clientele»

15/04/2005


    giovedì, 14 aprile 2005

      L’INTERVISTA
      Il sindacato valuta i riflessi che ha sui lavoratori della sanità l’inchiesta giudiziaria
      «Nuove gare per eliminare le clientele»

        Mangarella (Cgil): i posti di lavoro vanno salvati, sono le imprese che devono cambiare

        Nuova bufera giudiziaria sulla sanità. Questa volta nel mirino gli appalti di pulizia a «La Fiorita», accusata d’aver utilizzato i lavoratori socialmente utili per assicurarsi appalti e proroghe. Coinvolti politici, imprenditori, funzionari; a Taranto inquisiti a piede libero il direttore generale dell’Asl Ta/1, Michele Petroli, ed il direttore sanitario del SS. Annunziata, Ferdinando Graziano.

        Nicola Mangarella, segretario provinciale Filcams-Cgil, quanti sono i lavoratori tarantini preoccupati per la propria sorte?

          «Saranno 600 quelli utilizzati nelle strutture sanitarie, ma, attenzione, qui da noi non si tratta di Lsu. Che, invece, sono presenti negli appalti delle pulizie nelle scuole, sempre affidati a "La Fiorita" e ad altra società e che segue altre sorti. Quella della sanità è una situazione particolare. E’ dal novembre 2001 che personalmente chiedo di finirla con questa storia delle proroghe. Gli appalti sono ormai scaduti da anni, ma ancora oggi due imprese, "La Fiorita" e "Chemipul", detengono il monopolio. Solo ultimamente l’Asl Ta/1 ha predisposto nuove gare, ma ribadisco la situazione a Taranto è anomala perché complicata dai processi di esternalizzazione dei servizi, anche di quelli sorti più recentemente».

          Ma, intanto, con quale orario di lavoro sono utilizzati i lavoratori?

            «Quelli a tempo pieno sono pochi. La maggior parte è a 5, 6 ore lavorative. La situazione è molto diversificata. Perché quando, a suo tempo, si fece la gara d’appalto, l’affidamento fu fatto solo per la pulizia. Poi, nel frattempo, con i tagli dei cosiddetti ausiliari, questi lavoratori della pulizia hanno finito col supplire quei settori non più coperti, senza che si sia fatta la formazione e rimanendo inquadrati nel contratto delle pulizie. Così "La Fiorita" ha potuto allargare i livelli occupazionali, ma tutto questo con poca trasparenza e grande discrezionalità di carattere elettorale e clientelare». Però stipendi pagati regolarmente… «Per "La Fiorita" questo sì, a differenza dell’altra impresa».

            Cosa ha fatto il sindacato?

            «Ha posto inutilmente la questione da tempo. Ancora oggi rivendichiamo trasparenza, legalità, qualità del servizio, garanzia dei diritti. Insomma, che si facciano regolari gare d’appalto, che si elimini la commistione tra politica ed affari».

            Che fine faranno i lavoratori?

              «Noi non siamo magistrati, ma riteniamo che chi si è reso responsabile di tutto ciò debba rispondere. E sicuramente non saranno i lavoratori a dover pagare anche perché hanno già pagato, considerati quelli che erano i costi e il bisogno che c’era di oleare il sistema. Per noi, vanno salvaguardati i livelli occupazionali, perché si tratta di servizi che non possono essere tagliati. E in questo quadro ci auguriamo che il nuovo governatore della Regione, Vendola, proceda immediatamente a garantire trasparenza, legalità, livelli occupazionali, sicurezza per i lavoratori e per i cittadini, attraverso regolari gare d’appalto».

              Quali le vostre mosse ora?

              «Intanto invitiamo i lavoratori a non preoccuparsi. Ci batteremo per l’applicazione dell’articolo 4 del contratto di lavoro che parla di continuità occupazionale. Sono le imprese a dover cambiare. Terremo incontri anche laddove i lavoratori hanno maggiormente subìto il ricatto occupazionale».

              E per quanto riguarda i rapporti con l’Asl?

                «Non riteniamo di poter parlare col direttore Petroli. Non lo riteniamo un garante. Ecco perché rivendichiamo e salutiamo con soddisfazione l’invito rivolto da Vendola agli amministratori delle Asl pugliesi di mettersi da parte per liberare il campo ed aprire una nuova fase. Qui si gioca con la salute. Dei cittadini e dei lavoratori».

              Maria Rosaria Gigante