Taranto. Imprese pulizie, i licenziamenti restano

05/01/2006
    mercoledì 4 gennaio 2006

    Taranto

      LA VERTENZA

      Nulla di fatto ieri nel vertice convocato dalla Prefettura e trattativa aggiornata a domani

        Imprese pulizie, i licenziamenti restano

          I sindacati: se ci devono essere sacrifici, siano per tutti. Oggi protesta davanti all’Arsenale

          Oltre tre ore di riunione per concludere che, allo stato, una soluzione non c’è. Resta quindi sul tappeto il licenziamento di un’ottantina di addetti sui 219 complessivi. Il risultato del vertice svoltosi ieri in Prefettura per affrontare la vertenza dei lavoratori impegnati nei servizi di pulizia nelle sedi della Marina a Taranto registra un aggiornamento a domani per esperire un approfondimento chiesto dai sindacati di categoria. Con la mediazione del vice prefetto vicario, Carlo Sessa, la discussione ha messo in luce i contrasti esistenti tra le aziende Aurora, Aulonia e Foser (fanno parte dell’Associazione temporanea di imprese che si è aggiudicata l’appalto, ieri rappresentata dall’avvocato Claudio Schiavone) e i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti. Presenti anche le direzioni e i comandi dell’Arsenale e delle varie amministrazioni della Marina, nonchè la Direzione provinciale del lavoro.

          Dopo un’iniziale polemica circa i dati riguardanti le retribuzioni orarie che sarebbero corrisposte ai 96 lavoratori confermati dall’Ati – poi smorzata con una verifica di differenze basate sul computo dell’Iva -, i sindacati hanno sottolineato come, al di là delle divergenze numeriche, quello che conta è il rispetto del contratto collettivo di lavoro e delle procedure che disciplinano i «passaggi» del personale.

          Altro punto che ha suscitato perplessità riguarda la constatazione, effettuata dai sindacati, del fatto che i 96 dipendenti ora confermati al lavoro sono risultati in passato dipendenti del consorzio Cogeas e non dell’Aurora, impresa capofila dell’Ati. Tale situazione ha indotto a chiedere chiarezza sulle aziende presso le quali i lavoratori sono stati impiegati nel recente passato, in quali appalti e con che tipo di trattamento contrattuale. Anche le amministrazioni della Marina sono state invitate a fornire un preciso quadro della situazione, aggiornato al 31 dicembre scorso, riguardante numero di lavoratori impegnati in ogni singola postazione, in modo tale da arrivare, domani, ad una decisione basata su dati reali e veritieri.

          Quanto alla precisazione dei rappresentanti dell’Ati circa l’ammontare dell’appalto (3milioni e 115mila euro, di cui 2 milioni 571 che interessano i comandi di Taranto e provincia e 543mila per quelli di Brindisi, Bari, Lecce e Foggia), la Filcams Cgil ricorda quanto dichiarato dal comandante di Maricommi, Sabino Imperscrutabile, nella sede della Direzione provinciale del lavoro lo scorso 30 dicembre, e cioè che «unica stazione appaltante per Taranto e Bari» (non anche Brindisi, Lecce e Foggia) era proprio Maricommi. Il che rimescolerebbe le cifre indicate creando ulteriori perplessità.

          I sindacati, intanto, hanno organizzato per oggi un presidio davanti ai cancelli dell’Arsenale della Marina a partire dalle 9. Alle 11, poi, una delegazione di lavoratori si recherà a Palazzo di Città nel tentativo di coinvolgere il sindaco, Rossana Di Bello, a schierarsi dalla loro parte. Confermate le posizioni: «Uguale trattamento e uguali sacrifici per tutti i lavoratori». Nessuna preferenza, dunque, e nessun trattamento di favore.

          Sabrina Esposito