Taranto. Imprese di pulizia: i licenziamenti restano

18/01/2006
    martedì 17 gennaio 2006

    IL FATTO

    Taranto
    Ieri incontro alla Direzione provinciale del lavoro con il legale dell’Ati. Respinte le proposte dei sindacati che ora rilanciano la protesta

      Imprese di pulizia: i licenziamenti restano

        Fallisce anche l’ultima mediazione. Non ci sono risorse per salvare tutti i posti di lavoro

        Sabrina Esposito

          «Le risorse finanziarie derivanti dal contratto impongono la riduzione del personale impiegato». In questa frase, pronunciata dall’avvocato Claudio Schiavone per l’Associazione temporanea di imprese «Aurora-Aulonia-Foser», è racchiuso l’epilogo della trattativa per l’assunzione dei 226 lavoratori impegnati sino allo scorso 31 dicembre nei servizi di pulizia delle strutture della Marina Militare. L’incontro di ieri alla Direzione provinciale del lavoro, nel quale i lavoratori avevano riposto le ultime speranze di vedersi confermato il posto di lavoro, ha dunque dato esito negativo. Presenti i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti e il comandante di Maricommi (stazione appaltante) Sabino Imperscrutabile, l’Ati ha confermato le proprie posizioni, contrarie all’assunzione in blocco dell’intera forza lavoro prima occupata con una redistribuzione del monte orario. Per le imprese, tale proposta non terrebbe infatti conto dell’appalto già avviato e delle esigenze tecnico-produttive ad esso legate.

          Secondo l’Ati, inoltre, anche le norme del contratto collettivo nazionale non verrebbero rispettate se rapportate al numero di ore effettivamente disponibili e alla loro eventuale redistribuzione. Di conseguenza, in assenza di risorse aggiuntive, non saranno ritirati i licenziamenti di quei lavoratori ritenuti in esubero. La richiesta di assunzione in blocco, almeno sino alla fine del mese di febbraio, era stata motivata con la necessità di temporeggiare fino a che non fosse stato redatto e inserito all’interno del decreto «milleproroghe» l’emendamento predisposto dai parlamentari locali per ottenere dal Governo le risorse necessarie a mantenere l’occupazione. Le organizzazioni sindacali avevano chiesto che, qualora non fosse stata accolta la richiesta di assunzione dei 226 lavoratori (garantendo così la loro continuità occupazionale attraverso un part time con orario individuale di 14 ore settimanali), si sarebbe dovuto seguire un criterio di equità senza privilegi o favoritismi, ovvero quello dell’anzianità negli appalti cessati.

          Di fronte all’impossibilità di mediare le posizioni, sono già state annunciate dai sindacati nuove clamorose azioni di lotta in favore dei lavoratori. Intanto, Luigi Pulpito, componente Rsu dell’Arsenale militare, torna a chiedere solidarietà per i lavoratori delle imprese appaltatrici metalmeccaniche e navalmeccaniche che non percepiscono lo stipendio ormai da quattro mesi e che, esasperati, stanno in questi giorni manifestando davanti ai cancelli dello stabilimento.