Taranto. Coin, proseguono gli scioperi

11/05/2005
    martedì 10 maggio 2005

    LA VERTENZA
    Venerdì e sabato nuova agitazione dei dipendenti. Il senatore Semeraro (An) pronto a intervenire sul ministero
    Coin, proseguono gli scioperi
    Ieri un sit-in davanti all’ingresso dei magazzini. Boicottate le vendite

    I lavoratori di Coin sono ancora in stato di agitazione. Ieri mattina c’è stato un nuovo sit-in davanti all’ingresso dei magazzini. Nonostante l’apertura regolata dalla deroga per la festività del Patrono, i lavoratori si sono astenuti, invitando anche la clientela a boicottare l’azienda di Mestre. Venerdì e sabato è prevista una nuova manifestazione. «C’è stata una mobilitazione ampia delle lavoratrici e dei lavoratori della Coin». È il commento di Aida Brigante componente della segreteria Filcams Cgil di Taranto. Ma lo stato di agitazione era iniziato già qualche giorno prima con le stesse modalità. «I dipendenti di Coin – si legge in una nota della Cgil – domenica, in occasione della festa della mamma, hanno sostato nei pressi dei locali, sensibilizzando i cittadini a non effettuare acquisti in segno di protesta contro la chiusura dei magazzini».
    Nonostante il tentativo dell’azienda di far arrivare rinforzi da Casamassima (4 unità), per la Filcams Cgil, presente all’iniziativa per l’intera giornata, la manifestazione è riuscita perché «Coin – prosegue la nota del sindacato – non ha emesso domenica un solo scontrino fiscale».

    L’agitazione proseguirà anche nei prossimi giorni. «Stiamo programmando una manifestazione in attesa dell’incontro con la proprietà che è previsto per giorno 17» ha puntualizzato il segretario provinciale della Fisascat Cisl Filippo Turi. «Ieri i lavoratori hanno raccolto firme per una petizione che sarà inviata alle autorità e alla proprietà. I tarantini si sono dimostrati molto vicini e solidali».

    Solidarietà ha espresso anche il senatore di Alleanza nazionale Giuseppe Semeraro. Il parlamentare, per scongiurare la chiusura tarantina della filiale Coin, è disposto a fare intervenire il Ministero e si associa all’azione già messa in atto dal Comune di Taranto. Semeraro sostiene che non soltanto si deve evitare il licenziamento di tutto il personale oggi in servizio, ma che è anche necessario mantenere nel capoluogo una struttura che ha segnato per alcuni lustri la storia economica di Taranto.

Maristella Massari