Tante occasioni in uno sportello

09/06/2003



        Sabato 07 Giugno 2003
        Mercato del lavoro
        Tante occasioni in uno sportello

        Le agenzie interinali ampliano le competenze e diventano centri «polifunzionali»


        MILANO – Un altro passo avanti, decisivo, verso l’«operatore polifunzionale»: un’agenzia interinale che si occupa anche di collocamento, ricerca e selezione e staff leasing, anzi «somministrazione di personale». Il decreto attuativo della legge Biagi era atteso dalle settanta società interinali, ansiose di allargare la loro attività, convinte delle opportunità offerte dallo staff leasing e dal collocamento privato, del nuovo slancio che avranno insieme il mercato del lavoro e i loro fatturati. Con qualche riserva, quando si entra nel dettaglio.
        A sei anni dalla nascita, le società interinali fanno un salto di qualità. Chi è in cerca di occupazione, non troverà nell’agenzia soltanto le occasioni di lavoro temporaneo ma anche richieste per contratti a termine o a tempo indeterminato, oppure la ricerca di figure specializzate. Lo spiega Carlo Scatturin, amministratore delegato della Adecco: «È importante che si parli di somministrazione di lavoro e non più di fornitura di lavoro temporaneo. Con il collocamento ci viene riconosciuto anche un ruolo pubblico e la possibilità di gestire diverse funzioni. Nelle nostre agenzie entrerà anche chi vuole cambiare lavoro, chi cerca un impiego a tempo indeterminato».
        «Ci sono enormi spazi di crescita – dice Claudio Chiabrando, direttore commerciale della Creyf’s -. Dentro le filiali dedicheremo spazi ai diversi servizi: si moltiplicano le opportunità per le aziende che offrono lavoro e per chi lo cerca». Ne è certo anche Enzo Mattina, presidente di Confinterim, l’associazione che raccoglie 49 aziende del settore: «Il nostro campo d’azione si allarga, le società avranno la possibilità di crescere: inizia una fase di grandi opportunità». Per un giudizio definitivo, Mattina aspetta a pronunciarsi, vuole sapere di più sul ruolo degli altri attori coinvolti. L’attività di intermediazione potrà essere esercitata da enti locali, università e scuole superiori «senza finalità di lucro» e da nuove società formate ad hoc, con 25mila euro di capitale. Dalla lista sono scomparsi i consulenti del lavoro, la legge vieta loro espressamente l’attività di intermediazione. Mattina vuole sapere di più anche sugli «appalti di servizio», illustrati in sole sette righe dalla legge: teme che possano essere concorrenti sleale dello staff leasing. Dietro la soddisfazione di tutti, emergono i «ma», le richieste di chiarimento. Per il direttore dell’Ailt, l’associazione federata a Confindustria, Alessandro Brignone, «è positivo applicare al lavoro temporaneo la normativa per i contratti a termine che amplia le possibilità di utilizzo e di deroga. Il problema – spiega – è che le nuove regole saranno in vigore nei singoli settori soltanto alla scadenza dei prossimi contratti». L’altro problema è la quota del 4% sulla retribuzione pagato dal «somministratore» per finanziare gli ammortizzatori sociali e la formazione. «È troppo. È anche superiore – dice Brignone – al normale contributo per cassa integrazione e formazione, che per le aziende è del 3,4 per cento».
        Maura Nobili, presidente di Manpower, fa i «complimenti al Governo per il rispetto dei tempi» e dà un giudizio positivo della riforma. C’è la sicurezza che il mercato del lavoro sarà più efficiente, funzionerà meglio, ma c’è anche il desiderio di correggere qualche dettaglio. «È un errore aspettare la scadenza dei contratti per ridurre i limiti del lavoro interinale: bisognerebbe applicare subito la norma», dice la Nobili e poi si sofferma sul versamento del 4% della retribuzione, che già adesso pesa sui lavoratori interinali: «All’estero si paga al massimo l’1,75%, come succede in Francia».
        La ricerca e selezione è una delle cinque attività possibili per le agenzie di lavoro. Chi le fa da sempre, come le aziende rappresentate da Assores, ha cercato di difendere la propria specificità. «Ci siamo riusciti – dice il presidente Egidio Garbelli – e l’articolo 2, che entra nel dettaglio dell’attività di ricerca e selezione, ci tranquillizza. Ci sono due filoni e noi ci concentreremo sempre di più sulle figure di alto livello, dai quadri in su. Del resto la nostra attività ha una logica diversa dal collocamento: operiamo su richiesta delle aziende e cerchiamo persone che hanno già un posto».

        ALESSANDRO BALISTRI