Tante bandiere Cgil, e la Cosa Rossa resta in salita

22/10/2007
    domenica 21 ottobre 2007

      Pagina 2 – Economia

        In molti non seguono l´indicazione di Epifani sulla partecipazione al corteo. Il vertice del sindacato: ci sarà un chiarimento nel direttivo

          Tante bandiere Cgil.
          E la Cosa Rossa resta in salita

            Cremaschi: i vessilli sono del popolo non della segreteria Rinaldini: il dissenso è democrazia

              GIOVANNA CASADIO

              ROMA – Sventolano le bandiere della Cgil Campania, Calabria, Lombardia. C´è lo striscione Cgil-Piacenza. Ce ne sono decine e decine di bandiere rosse del sindacato, nonostante la diffida di Epifani ad usarle. Sfilano i militanti del sindacato portando in bellavista l´adesivo "Io Cgil". Spezzoni di disobbedienti? «L´area di sinistra ha sfidato le regole, non è un problema di merito ma di correttezza», fa sapere a pochi minuti dall´avvio del corteo Carla Cantone, segretario confederale. La cosa non finisce qui, insomma. «Anche di questo», delle bandiere in piazza nonostante il divieto – avverte in una nota – si parlerà nel direttivo di domani e di martedì. Giornate che si annunciano roventi di polemiche, benché sia Giorgio Cremaschi che Gianni Rinaldini, i leader della Fiom in testa al corteo, mostrino di non darvi importanza.

              Liquidatorio Cremaschi. «Lo so che le bandiere della Cgil sono tante ma è normale perché le bandiere sono del popolo non della segreteria». Rassicurante Rinaldini: non per questo ci sarà una spaccatura nel sindacato, «non succederà nulla, sarei preoccupato del contrario, il dissenso ci deve essere perché fa parte della democrazia e se non fosse così allora mi preoccuperei». E comunque per Rinaldini due cose sono chiare dopo la mobilitazione del "popolo rosso", che cioè la circolare sul divieto delle bandiere è stata «un infortunio» per la Cgil e che c´è più che mai bisogno di un soggetto unitario della sinistra. La "Cosa rossa" appunto, il cui percorso tuttavia resta in salita.

              La Sinistra democratica di Mussi e i Verdi di Pecoraro Scanio al corteo non hanno aderito. Ma questa manifestazione – afferma Franco Giordano il segretario di Rifondazione che nell´euforia balla sulle note di "Bella ciao" e non è disposto a «piccole polemiche» – sono «le primarie della sinistra unita». Il percorso unitario va quindi accelerato, come ammette lo stesso Fabio Mussi. «La manifestazione è grande, bella, forte politicamente, chiede che si alzi la battaglia contro il lavoro precario, che il governo si muova con più rispetto per il suo programma, che la sinistra si unisca – riconosce il ministro, "transfuga" ds – Ora sentiamo la responsabilità di raccogliere questa voce». Non accenna a pentimenti per avere rifiutato l´adesione ufficiale, benché molti dei "suoi" in piazza ci fossero lo stesso. Non gliele manda a dire invece Oliviero Diliberto, il segretario del Pdci: «Vedendo questa manifestazione Sd e Verdi avranno capito di avere commesso un errore perché ci sono qui molti dei loro militanti». Nei prossimi giorni, la sinistra radicale si riunisce per fare il punto. Giordano garantisce che entro l´anno «Rifondazione darà vita alla Costituente per un soggetto unitario, ci sarà una Sinistra in questo paese». È forte di un successo insperato: un corteo di massa e non contro il governo. Sul tavolo dell´unità a sinistra tanto lui che Diliberto potranno trattare da posizioni di forza su tutto, dal simbolo della "Cosa rossa" alla leadership. Pecoraro dal canto suo, fa i complimenti agli organizzatori. «Mi emozionano tante bandiere rosse di Prc, Pdci e Cgil», indica il colpo d´occhio il leader dei comunisti italiani insistendo su quelle del sindacato. Gli fa eco Manuela Palermi, capogruppo Pdci al Senato: «Spero che Epifani abbia un soprassalto e si renda conto del disastro combinato».